Italia! Sequestra autobus con 51 studenti a bordo e dà fuoco al mezzo. Aggravante terrorismo Già condannato per molestie sessuali e guida per stato di ebrezza. Chi gli ha messo il bus in mano?

in Cronaca/Le Brevi

Siamo all’apoteosi della follia. Scena da Hollywood, storie e scene che si vedono solamente nei film e invece è successo qui in Italia, San Donato Milanese, Ousseynou Sy, già condannato per molestie sessuali e guida per stato di ebrezza, 47 anni,  senegalese di origine ma italiano dal 2004, ha sequestrato un autobus di cui era alla guida a San Donato Milanese, con a bordo una cinquantina di studenti, e poi, dopo aver forzato un blocco, gli ha dato fuoco, minacciando di uccidersi. Il folle ha dichiarato: “‘Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo”. “Diceva che dovevamo soffrire come le sue 3 figlie morte in mare”. E’ stato fermato dai carabinieri dopo che aveva già versato benzina all’interno del mezzo. Non risultano feriti. Sy dopo aver sequestrato il mezzo si era diretto verso l’aeroporto di Linate. Dopo esser stato bloccato, l’uomo è sceso dal pullman con in mano un accendino e ha dato fuoco al mezzo, mentre i carabinieri salvavano dalla parte posteriore i ragazzi dopo aver rotto i finestrini. Ad un certo punto Sy avrebbe cambiato percorso e, rivolgendosi agli studenti con in mano un coltello, avrebbe detto: “Andiamo a Linate, qui non scende più nessuno”. Grazie a un giovane studente -eroe, fortunato- che ha telefonata di un alunno al 112, l’autobus sequestrato è stato intercettato da tre pattuglie dei carabinieri ma non si è fermato e ha speronato una macchina colpendone poi altre due “senza provocare feriti”, ha spiegato il comandante dei carabinieri parlando di “momenti durati pochi minuti ma molto concitati”. Adesso la società per la quale lavorava spiegasse come diavolo  gli hanno potuto lasciare in mano un bus con bambini a uno già condannato per molestie sessuali e guida per stato di ebrezza.

 

AL folle gli è stato contestato anche il reato di terrorismo e Alberto Nobili, il responsabile dell’antiterrorismo milanese che coordina le indagini assieme al pm Luca Poniz, spiega che l’aggravante del terrorismo viene contestata perché l’atto di Sy ha creato panico nella popolazione. In particolare l’articolo 270-secies del codice penale, relativo alle condotte con finalità di terrorismo, afferma che «sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l’Italia».


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C.P.

 


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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