Mozambico, si temono almeno mille morti per ciclone

in Esteri

Strage in Mozambico, a causa del ciclone Idai: si temono mille morti tra la popolazione, fa sapere il quotidiano “La Stampa”. La devastante perturbazione tropicale è passata quattro giorni fa e oggi, martedì 19 marzo, il presidente Filipe Nyusi ha annunciato la distruzione della città portuale di Beira, la seconda più grande del Paese, con i suoi 500mila abitanti. E’ stato il capo di Stato ad annunciare che le vittime del fenomeno naturale potrebbero essere almeno mille. “Un disastro di proporzioni enormi – ha detto – interi villaggi sono scomparsi, le comunità sono isolate e i corpi galleggiano sulle acque”.

La triste conferma su Beira è arrivata dalla Croce Rossa Internazionale, che ha parlato del 90% di territorio distrutto. Nel Paese ci sono strade allagate ed interrotte (rendendo difficile l’arrivo dei soccorsi) e ponti crollati. Interrotte pure le linee di comunicazione. Il bilancio ufficiale dei morti, per ora, rimane di di 84 e gli ospedali, vista la situazione, sono in difficoltà. Si rischia seriamente un’epidemia di colera a causa della contaminazione delle acque ed una crisi alimentare, poiché il ciclone ha distrutto numerosi magazzini e portato via le provviste.

Devastati anche i Paesi vicini al Mozambico: in Malawi, secondo un primo bilancio, le vittime sono 122, mentre nello Zimbawe (dove il presidente Emmerson Mnangagwa è tornato precipitosamente da una visita negli Emirati Arabi) 98 e 217 i dispersi. Le organizzazioni umanitarie internazionali parlano di numeri ancora più spaventosi di persone che hanno bisogno di aiuto: gli sfollati sarebbero un milione e mezzo.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

Ultime da Esteri

Vai a Inizio pagina