Vercelli, uomo di origine marocchina tenta di investire la figlia che vuole vivere “all’italiana”. Arrestato per tentato omicidio e maltrattamenti. La ragazza è stata già dimessa dall'ospedale.

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Ancora una volta un genitore che non riesce ad accettare che la figlia voglia vivere libera. Diversi media informano che a Livorno Ferraris, in provincia di Vercelli, un uomo di 50 anni di origine marocchina residente da tempo in paese, ha cercato di investire la figlia 20enne con la propria auto perché la ragazza voleva vivere “all’italiana”.

Il padre è finito in carcere per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia, mentre la giovane, colpita solo di striscio dal veicolo, è stata accompagnata in ospedale e poi è stata dimessa con una prognosi di pochi giorni. Il drammatico fatto è avvenuto venerdì 15 marzo, poiché la vittima voleva prendere il treno per portare il curriculum e trovare lavoro.

Si stringono attorno a lei le compagne della sua squadra di basket l’Adbt Livorno Ferraris, le quali su Facebook hanno scritto un messaggio di auguri alla loro amica che “vuole semplicemente essere una ragazza come tutte le altre, senza differenze di pelle o di nazionalità”, hanno spiegato.

Sulla drammatica vicenda sono intervenuti anche il sindaco del comune piemontese, Stefano Corgnati, e l’arcivescovo di Vercelli, monsignor Marco Arnolfo. Il primo ha sottolineato come quella aggredita dal padre sia l’archetipo di una ragazza che si è integrata perfettamente nella comunità locale, fa parte del dna di Livorno Ferraris” ed è necessario un maggior lavoro, un maggior controllo sociale perché certi fatti (in una comunità peraltro unita come la sua) non accadano più: “Ogni piccolo avvertimento deve far scattare un campanello d’allarme”.

L’Arcivescovo Arnolfo, invece, sottolinea l’importanza dell’integrazione, ma anche che questa debba avvenire da entrambe le parti coinvolte

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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