Nuova Zelanda, strage in due moschee: almeno 49 morti. Quattro arresti. Non ancora reso noto il bilancio delle vittime.

in Esteri

Choc in Nuova Zelanda, dove attorno alle 13.40 ora locale (l’1.40 in Italia) in una città chiamata (per ironia della sorte) Christchurch, situata sulla costa orientale dell’Isola del Sud, sono avvenuti due attentati in altrettante moschee, perpetrati da uomini armati. Almeno 49 i morti e oltre 20 i feriti, ma il bilancio esatto delle vittime (aggiornato di continuo dai media) non è stato ancora fornito.

Un testimone ha riferito che un uomo che indossava un’uniforme militare, è entrato nella moschea Masjid Al Noor, nel sobborgo di Linwood (da dove è avvenuta la prima segnalazione), e ha fatto fuoco sui presenti: “Ho visto la morte ovunque”, racconta il superstite, affermando di non riuscire a dimenticare le urla. Per poco è riuscita a salvarsi la squadra bengalese di cricket, che si stava recando in uno dei due luoghi di culto islamici assaltati, con all’interno 300 fedeli per la preghiera del Venerdì. Oggi, 15 marzo, il team avrebbe dovuto disputare un incontro con la nazionale neozelandese, che è stato annullato. Annullata anche la manifestazione di studenti per il clima prevista nel centro città in adesione alla campagna internazionale sul cambiamento climatico ed il riscaldamento globale.

L’attentatore sarebbe è poi fuggito, prima che arrivasse la polizia. Arrestati tre uomini e una donna, ma non si escludono altre persone coinvolte. Gli agenti stanno disinnescando bombe artigianali trovate all’interno di veicoli. “Il ritrovamento di esplosivi”, ha dichiarato il commissario Mike Bush, “sottolinea la serietà dell’attacco”.

Un australiano di 28 anni, Brenton Tarrant, definendosi “un normale uomo bianco” li ha rivendicati entrambi, affermando di averli compiuti per odio contro i musulmani e gli immigrati. Dichiarando di voler “uccidere gli stranieri invasori”, ha detto di aver agito ispirandosi a personaggi come Anders Breivik, il terrorista norvegese che il 22 luglio del 2011 ha compiuto due attentati, uno ad Oslo, l’altro sull’Isola di Utoya, uccidendo 77 persone, e Luca Traini, il neofascista che il 3 febbraio del 2018, a Macerata, ferì sei immigrati per “vendicare” l’orribile morte della 18enne romana Pamela Mastropietro, per il cui femminicidio, avvenuto il 30 gennaio dello scorso anno, è a processo il pusher nigeriano Innocent Oseghale.

Ha anche ripreso l’attacco in diretta streaming e pubblicato il video, di 17 minuti, su Facebook. Successivamente le autorità australiane l’hanno rimosso, ha spiegato la responsabile dei contenuti di social Australia-New Zealand, Mia Garlick. Il primo ministro del Paese, Scott Morrison, ha confermato la nazionalità dell’attentatore.

Poco prima della strage, era stato pubblicato sui social un manifesto di 87 pagine contro gli immigrati (musulmani in particolare) e anche quello è stato tolto.

La premier neozelandese Jacinda Ardern ha affermato che gli attacchi erano “ben organizzati” e ha definito questo “uno dei giorni più bui” per il Paese. “Siamo davanti a un atto di violenza senza precedenti”. Le autorità hanno deciso di chiudere tutte le moschee in via precauzionale.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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