Nairobi, summit Onu per l’Ambiente: si parla di clima tra politici e giovani ambientalisti L’incontro è iniziato lunedì 11 marzo e si concluderà domani, venerdì 15.

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Uno dei grandi temi di attualità a livello mondiale è quello del clima. Se ne sta parlando Nairobi, capitale del Kenya, dove da lunedì 11 marzo fino a domani, venerdì 15, si tiene la quarta Assemblea dell’Onu per l’Ambiente (UN Environment Assembly), il più importante summit ambientale del mondo. Tra le personalità intervenute, anche il ministro italiano dell’Ambiente Sergio Costa, che alla direttrice dell’Unep, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Ambiente, la danese Inger Andersen – la quale ha espresso apprezzamento per il ruolo del nostro Paese per la tutela del Mare Nostrum – , ha detto che il Mediterraneo dovrebbe essere “un luogo di pace e un ponte tra le civiltà a partire dalla tutela ambientale”.

Costa, le cui parole sono state riportate dal quotidiano indipendente  “Cronache di”,  ha ricordato che il prossimo dicembre, a Napoli, ci sarà la Cop21 della Convenzione delle Nazioni Unite sul Mar Mediterraneo. In tale occasione il concetto da lui espresso sarà ribadito e verranno proposte soluzioni concrete. In particolare, il ministro ha sottolineato che verrà rafforzato il sistema delle aree marine protette ed istituita la prima area marina protetta a livello internazionale tra l’Italia ed i Paesi “che hanno una diversa tutela ambientale”.

Ha anche ricordato che domani ci sarà il “Global Climate Strike Future”, ben 1.300 manifestazioni ambientaliste tenute da giovani che si riverseranno nelle piazze di tutto il mondo. A proposito di giovani, al summit Onu ne sono intervenuti alcuni, perché si sta parlando di come sarà e di come dovrà essere l’ambiente del loro futuro.

Ieri, mercoledì 13 marzo, due emozionati studenti 17enni keniani, Charlotte Wanja e Shlok Sachdev, hanno parlato all’incontro quali vincitori del concorso ambientalista “Our Earth in 2050” (“La Nostra Terra nel 2050”), indetto dall’organizzazione Onu. E’ stato il momento della lettura del loro discorso: il sito Green Report.it ha raccontato che la studentessa di un liceo femminile di Kikuyu (periferia di Nairobi) che vuole studiare ingegneria ambientale, e lo studente bianco della Premier Academy nella capitale keniana che ambisce ambisce a sua volta a studiare Economia ed Ingegneria all’università, hanno discusso di inquinamento, un tema in cui si sentono coinvolti anche per i loro figli ed i figli dei loro figli, ha detto Charlotte. Shlok, invece, ha affermato di credere “in un futuro in cui l’energia rinnovabile sia la nuova normalità, dove lasciamo sotto terra i combustibili fossili e diventiamo elettrici, un futuro in cui impariamo davvero a ridurre, riutilizzare e riciclare”.

E rivolgendosi alle personalità esperte di ambiente che li ascoltavano, l’uno ha sottolineare l’importanza di investire sui giovani per affrontare le problematiche ambientali, l’altra ha ricordato di essere diventata “ambientalista” dopo aver visto di giorno in giorno piena d’immondizia la strada che percorre per andare a scuola. “Voglio essere una persona che renderà il domani migliore”, ha dichiarato la ragazza.

Intanto proprio in queste ore, tre parlamentari norvegesi hanno proposto come Nobel per la Pace un’altra giovanissima: la 16enne svedese Greta Thunberg, paladina della lotta contro il cambiamento climatico ed il riscaldamento globale.

Alessandra Boga

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