Condanna di Nasrin Sotoudeh, in Iran aumenta la repressione per le donne contro l’obbligo del velo L’avvocata e attivista è stata condannata anche per aver tolto il chador in pubblico.

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Scioccante condanna a 38 anni e 148 frustate per Nasrin Sotoudeh (foto), nota avvocata ed attivista per i diritti umani e delle donne in particolare. Uno dei motivi è l’essersi tolta il velo in pubblico, cosa vietata nell’ex Persia dalla Rivoluzione Islamica del 1979. Inoltre Nasrin aveva difeso donne che si erano a loro volta tolte il velo in pubblico. Parliamo delle “ragazze di Enghelab Street”, finite in manette dal gennaio 2018 per aver sventolato il chador dopo esserselo levato sull’esempio dell’attivista Vida Movahed, che aveva fatto la stessa cosa nella stessa via di Teheran il 27 dicembre 2017 e perciò condannata a 2 anni di carcere l’8 marzo del 2018 (ma reclusa “solo” per 3 mesi “per motivi di salute”).

Nell’ultimo anno si è intensificata in Iran la repressione delle donne per “questioni di velo”. Nel febbraio 2018, 29 (tra cui un’attivista di nome Narges Hosseini) sono state arrestate per esserselo tolto pubblicamente durante la campagna di protesta dei “mercoledì bianchi”, così chiamata perché quello era il colore dei veli utilizzati (come quello sventolato da Vida. Le immagini, provenienti da diverse città iraniane, sono rimbalzate sui social.

La campagna è stata lanciata, con un hashtag su Twitter, dalla giovane attivista Masih Alinejad, che vive a New York. Ha fondato il movimento “My Stealthy Freedom” (“La Mia Libertà Furtiva”), invitando le donne iraniane a postare sui social le loro foto senza chador.

“Asia News” ricorda che nel gennaio scorso il vice presidente del Parlamento iraniano, Ali Motahari, aveva proposto un referendum sull’uso del chador da parte delle donne, “ovviamente” auspicando che prevalesse un parere favorevole: “E’ bene che i cittadini votino per mantenere in vigore la norma”, aveva dichiarato.

Ma molte donne (che proprio nell’ultimo anno hanno intensificato la loro quarantennale battaglia contro il velo obbligatorio) hanno protestato. Sui social è circolato un video in cui due ragazze in moto senza velo sotto il casco scandivano: “No all’hijab, sono la leader, tu sei la leader. Gridiamo la nostra libertà”. E ancora:“I nostri diritti non possono essere decisi da altri attraverso un referendum”. Altre donne si sono tolte il velo, sventolandolo, durante una passeggiata in un parco di Teheran. Il filmato è stato fatto circolare dalle attiviste di “My Stealthy Freedom”.

dei mesi scorsi Masih Alinejad aveva commentato che le donne e le ragazze in Iran “diventano sempre più coraggiose” e “la disobbedienza civile cresce giorno per giorno … fra i leader religiosi si sta diffondendo il panico”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

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