Omicidio di David Raggi a Terni: per la famiglia solo 21mila euro di risarcimento Il 27enne italiano fu ucciso per strada senza motivo da un immigrato irregolare già espulso.

in Cronaca

Un dolore e uno sdegno che si rinnovano per la famiglia di David Raggi: per la morte del 27enne di Terni ucciso per strada con una bottigliata alla gola quattro anni fa, nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2015, da un immigrato irregolare già espulso, ha ottenuto solo 21mila euro di risarcimento. Responsabile del gesto Amine Aassoul, 30enne marocchino irregolare in Italia e pregiudicato, che ora sta scontando 30 anni di reclusione (comminatigli in Appello) nel carcere di Spoleto. Aveva già il foglio di via, ma era ancora nel nostro Paese. Così quella notte ha potuto aggredire due poliziotti e poi uccidere David, incrociato per caso.

Inizialmente alla famiglia del ragazzo era stato negato il risarcimento perché lui guadagnava circa 13mila euro, più degli 11mila previsti per l’indennizzo (David era “troppo ricco”)! Così i Raggi fecero causa al ministero dell’Interno, a quello della Giustizia (per le mancate espulsioni o carcerazione del killer) e alla Presidenza del Consiglio. Infine chiesero 2 milioni di euro da devolvere in beneficenza.

Ma quel denaro dallo Stato non arriverà: dovranno dividersi (in tre) i 21mila euro stabiliti dal tribunale peraltro in base alla legge 122 del 2016. Sorpreso per la sentenza si dice l’avvocato Massimo Proietti, legale della famiglia di David. Il difensore ha ricordato come un amico di Valter, padre del ragazzo ammazzato, abbia ricevuto 11mila euro di risarcimento perché gli avevano ucciso un cane da caccia. Al che il signor Raggi ha commentato tra le lacrime: “La vita di mio figlio vale meno di quella di un cane”.

Per il resto i giudici hanno ritenuto che Assaoul non potesse essere espulso perché viveva con sua madre, che nel frattempo era diventata cittadina italiana. Assolti il ministero dell’Interno e il ministero della Giustizia perché “non era loro responsabilità” la mancata carcerazione dell’assassino.

Alessandra Boga

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