Nasrin Sotoudeh condannata anche per aver violato le leggi iraniane sul velo

in Esteri

La condanna a 38 anni di carcere e a 148 frustate in Iran per l’attivista dei diritti umani Nasrin Sotoudeh sta suscitando un’ovvia riprovazione nella comunità internazionale, anche perché tra i capi d’imputazione nei confronti dell’avvocata c’è la violazione delle leggi sull’uso del velo: in  qualche occasione non l’avrebbe indossato in pubblico. Perciò è stata accusata nientemeno che di “incitamento alla corruzione e alla prostituzione” e “commissione (in prima persona, ndr) di un atto peccaminoso”.

“In Iran si respira un clima di continua intimidazione nei confronti delle donne, da parte di agenti della cosiddetta polizia morale e di squadre filo-governative che cercano di far rispettare le leggi sull’obbligo del velo”, spiega Amnesty International, la prima organizzazione umanitaria internazionale a levare la propria voce in difesa di Nasrin.

Nell’ultimo anno, la situazione in Iran è anche peggiorata. Le donne e le ragazze che protestano pacificamente contro l’obbligo del copricapo “islamico” o “mal velate” (cioè che fanno scappare parte dei capelli fuori dal chador), vengono regolarmente fermate per strada dalla polizia morale, dalla quale subiscono insulti e minacce; oppure, se usano il trucco, vengono dati loro dei fazzoletti per toglierlo. Frequenti gli arresti e i pestaggi per questi motivi, come documentano coloro che riescono a filmare le scene. Ora in carcere c’è anche Nasrin Sotoudeh, che spiegava: “Il sistema giudiziario approva sentenze di durezza sorprendente contro queste donne, ma non penso che potrà fermare così le proteste contro l’hijab obbligatorio: continueranno. L’unico modo in cui affrontarle è prestare attenzione”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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