Isis verso la resa a Baghouz, spose, schiave del sesso e i loro figli fuggono sullo stesso camion dei terroristi

in Esteri

Continua la fuga dell’Isis dal villaggio di Baghouz, la sua ultima roccaforte, situata nell’est siriano al confine con l’Iraq. Continuano a fuggire con i terroristi anche le cosiddette “spose jihadiste”, le donne che, magari dall’estero, si sono unite in matrimonio con loro per aderire al Califfato; fuggono le loro “schiave del sesso”, donne che gli jihadisti avevano rapito e violentato ripetutamente perché magari appartenevano ad una religione diversa o parzialmente diversa; e naturalmente fuggono con loro anche i bambini nati da questi matrimoni o violenze sessuali.

Globalist.it mostra una foto di queste donne, di questi bambini, fuggire sullo stesso camion con uomini che verosimilmente sono appunto (ex?) terroristi dell’Isis: si confondono tra loro, in questi giorni convulsi, e tutti sono diretti ai campi profughi curdo – siriani, mentre la comunità internazionale attende ufficialmente la resa di Daesh.

Intanto si viene a sapere che la Gran Bretagna ha tolto la cittadinanza ad altre due donne che si sono unite all’organizzazione terroristica. Anch’esse, come la 19enne di origine bengalese Shamima Begum, il cui terzogenito di tre settimane sarebbe morto qualche giorno fa (altri due erano morti di stenti e malattie), sono detenute nei campi profughi con i loro figli, ha fatto sapere il “Sunday Times”, che cita i legali delle famiglie delle due donne.

Queste ultime, nate a Londra, sono state identificate con i nomi di Reem Iqbal e Zara e sono sorelle. Avrebbero origini pachistane e non si sa ancora se abbiano il doppio passaporto o meno.

La prima ha tre bambini, la seconda due, e sono detenute in due campi diversi. Sarebbero partite per la Siria nel 2013 e avrebbero sposato terroristi dell’Isis coinvolti nel rapimento e nell’assassinio di occidentali.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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