Quanto vale la vita di una Donna?

in Editoriale

 

di Cecilia Sagnelli

La domanda è così scontata da far sorridere.

Non ha prezzo ovviamente, il valore della vita non può essere quantificabile perché al di là delle personali credenze religiose o mistiche utopie, abbiamo la certezza solo di quella che stiamo vivendo e di nessun’altra.

Quando ho letto le prime parole dette dall’omicida Reo confesso di Olga Matei ho sentito il sangue ribollire : “ Ho fatto una sciocchezza”.

No Michele, non hai fatto una sciocchezza, che in italiano significa inezia, cosa da nulla.

Passare lo straccio per terra e poi camminare nella stanza lasciando le impronte è una sciocchezza, dimenticarsi di validare il biglietto del treno e beccarsi una multa è una sciocchezza.

Strangolare una donna perché sei geloso non lo è.

Arrogarsi il diritto di decidere che una persona non merita di vivere la vita che ha avuto la fortuna di ricevere in dono, solo perché il suo comportamento ti ha creato un disagio è feroce,brutale, inumano.

Una pena dimezzata perché l’imputato era in preda ad una tempesta emotiva, il giudice si difende dicendo che la gelosia non è stata considerata un’attenuante, ma è esattamente quello che sembra e che ci riporta spaventosamente al “delitto d’onore” uno strascico legislativo del codice Rocco scritto negli anni venti e abrogato in Italia nel 1981 insieme al matrimonio riparatore dove il colpevole del reato accettava di sposare la sua vittima “salvando” così l’onore della famiglia.

Disposizioni dal sapore Medievale che vedevano la figura della donna umiliata e martirizzata due volte.

E’ stato definito un uomo debole, fragile, profondamente scosso dagli eventi della sua vita, ma chi non lo è?

Noi donne spesso veniamo prese in giro per la nostra innata emotività,ma siamo in grado di arrivare nel profondo del nostro mondo interiore ed esplorarlo in tutte le sue sfaccettature, abbiamo la fortuna di sperimentare la maternità e capire il vero significato dell’amore e del darsi a qualcuno,amore totalizzante ma che comunque non ci rende proprietarie dei nostri figli.

Li desideriamo, mettiamo al mondo, ci prendiamo cura di loro cercando di insegnarli quello che sappiamo, e poi li lasciamo alla vita.

Se non c’è possesso nell’amore di una madre verso il figlio che rappresenta la forma più pura di questo sentimento, non può esserci in nessun tipo di rapporto.

Nasciamo liberi, nessuno appartiene a nessuno,legame non significa proprietà, amore non è dominio.

Ma di che onore si parla? l’unico onore che conta è quello di meritarsi il rispetto degli altri, e se siamo fortunati di avere qualcuno che ci accompagni in questo viaggio ma con la consapevolezza di poter decidere in qualunque momento cosa sia più giusto per noi.