Cuneo, operaio 30enne condannato per abusi sulla figlia di 4 anni L’uomo incastrato dalle immagini sul cellulare.

in Cronaca

E’ venuta a galla un’altra storia di pedofilia perpetrata tra le mura domestiche. Un operaio 30enne, residente con la famiglia nella zona di Savigliano, in provincia di Cuneo, è stato condannato dal Tribunale del capoluogo piemontese per aver abusato della figlia di 4 anni. Il reato è di violenza sessuale aggravata. L’uomo, Carlo Alberto Boetti, dovrà scontare, grazie al rito abbreviato, quattro anni e nove mesi di carcere, dove si trova dallo scorso agosto.

L’uomo era stato inchiodato alle proprie responsabilità da un filmato che la moglie aveva trovato sul suo telefonino: lui che abusava della loro bimba. Le indagini sono state condotte dal pubblico ministero Chiara Canepa, che si occupa di abusi contro le “fasce deboli”, e dai carabinieri.


Prima della denuncia, la piccola aveva raccontato alla nonna che papà faceva “cose strane” con lei mentre facevano la doccia insieme, e di avvertire dolori al basso ventre. Allora la signora ha chiesto alla figlia di indagare. La madre della bambina si è rivolta ad un’associazione di volontariato per le donne in difficoltà per aver supporto (ovviamente è difficile per qualsiasi donna scoprire che suo marito abusa delle loro creature), poi è arrivato il momento della visita ginecologica.

Al reparto di pediatria “Santissima Annunziata” di Savigliano si è scoperto che la piccola paziente soffriva di un’infezione vaginale a trasmissione sessuale. Ora è seguita da una psicologa. All’uomo che ha abusato di lei, invece, è stata tolta la potestà genitoriale e non potrà mai svolgere qualsiasi tipo di lavoro che abbia a che fare con minori.

Alessandra Boga

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