Con Draghi tassi immobili e nuova liquidità. Cosa succede ora all’euro?

in Economia


Un anno fa con un euro si potevano acquistare 1,25 dollari. Oggi sempre con quello stesso euro si ricevono in cambio 1,12 dollari. Ergo, in 12 mesi l’euro si è svalutato nei confronti del biglietto verde del 10%. Una notizia certamente positiva per chi ha acquistato la scorsa primavera titoli di Stato americani – che peraltro sulla scadenza a 10 anni avevano superato il 3% – e una notizia eno incoraggiante per chi ha rimandato il viaggio negli Stati Uniti a questa primavera.

 

Come per qualsiasi cosa, anche in finanza tutto dipende dal punto di vista dell’osservatore. Nelle ultime ore il cambio eur0/dollaro – che da inizio anno si è dimostrato incredibilmente e insolitamente piatto tra 1,14 e 1,13 – è tornato a ballare.Le parole del governatore uscente della Bce Mario Draghi di giovedì – che ha rinnovato la politica accomodante lanciando nuovi prestiti agevolati alle banche nella formula T-Ltro a partire da settembre – hanno alimentato le vendite di euro. Quando una banca centrale immette liquidità e/o taglia i tassi la rispettiva valuta tende a svalutarsi. E così ieri è stato. L’euro non ha perso terreno solo nei confronti del dollaro, ma anche sullo yen. Essendo un cross valutario un rapporto tra due monete e quindi tra due realtà economiche bisogna analizzare entrambe le campane.Quanto al cambio euro/dollaro – il più liquido del pianeta con un controvalore di scambi quotidiani intorno ai 5mila miliardi di dollari – ha perso oltre mezza figura in pochi secondi, scivolando sotto quota 1,125, proprio dopo il discorso da “colomba” di Draghi. Ieri mattina le vendite sono proseguite e il cambio è sceso sotto quota 1,12. Ilsole24ore.. Nel pomeriggio però la spinta ribassista ha colpito più il dollaro e così il cambio è tornato sopra quota 1,12.