Legittima difesa: gli spaghetti western li vogliamo vedere al cinema non per le strade

in Le Brevi/Politica

In Italia la violenza aumenta, i furti pure, l’insicurezza è alle stelle. Dunque cosa fare armarci tutti? Ma simao anche armati di buon senso? Perché per puntare, mirare, sparare serve più cervello che pancia, obbiettivo preferito di alcuna politica che ha presentato alla Camera la legge sulla legittima difesa e leggendo già il primo articolo notiamo l’allargarsi di alcune maglie istituzionali atte a filtrare e arginare gli istinti troppo umani e pericolosi che esplodono in qualsiasi persona in qualsivoglia caso di pericolo. La tensione gioca brutti scherzi e una pistola non è certo un cranio amletico. Dunque le strade le città rischiano di diventare lacunosi far west dove ognuno si fa giustizia da solo, quando si potrebbero migliorare i già esistenti anticorpi sociali quali le forze dell’ordine. SI può investire di più sulla tecnologia. Si può fare molto di più senza necessità di armare fisicamente e mentalmente i comuni cittadini, vittime della devianza e violenza sociale e di uno Stato che invece di guardare al futuro guarda all’America di fine ‘800, guarda troppi spaghetti western.  Ecco l’Articolo 1 dove si dispone che “la difesa è sempre legittima”. La norma va a modificare l’articolo 52 del codice penale e prevede che “sussiste sempre il rapporto di proporzione” tra offesa e difesa. Inoltre chi subisce una aggressione potrà difendersi anche di fronte alla semplice “minaccia dell’uso di armi”. “Nei casi previsti dall’articolo 614primo e secondo comma, – si legge nel testo – sussiste sempre il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumità; b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione”. E ancora: “Le disposizioni di cui al secondo e al terzo comma si applicano anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”. Infine: “Nei casi di cui al secondo e al terzo comma agisce sempre in stato di legittima difesa colui che compie un atto per respingere l’intrusione posta in essere, con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica, da parte di una o più persone”.

 

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C.P.

 


Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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