Terrorismo, taglia di da un milione di dollari su Hamza bin Laden

in Esteri

Talvolta i media si sono occupati, dall’11 settembre in qua, di Hamza bin Laden, uno dei figli di Osama. Militava con il padre da quando aveva circa 12 anni (lo avevamo visto in video con lui al matrimonio del fratello maggiore Mohammed a Kandahar nel gennaio del 2001): ora ne ha 30 ed è il numero due di al Qaeda dietro ad Ayman al Zawahiri, perciò gli Stati Uniti hanno messo una cospicua taglia su di lui. Ben un milione di dollari, per chiunque aiuti ad acciuffarlo.

Nell’agosto scorso, Mohammed ha sposato la figlia di Mohammed Atta, l’egiziano che era al comando dei 19 terroristi che attaccarono le Torri Gemelle. E’ circolato un video delle nozze, ma naturalmente non si sa dove si trovi il giovane.

Come al Zawahiri, è molto probabile che sia in Pakistan, nell’area di confine con l’Afghanistan, fra la città di Quetta e le province tribali del Waziristan, dove ancora spadroneggiano i talebani con il supporto di tribù pashtun e forse di servizi segreti deviati.

Dopo l’uccisione di suo padre nella città pachistana di Abbotabad nel maggio del 2001, sono venute alla luce delle lettere in cui “il principe del terrore” instradava il figlio al jihad violento e lo proclamava suo erede. Al Qaeda aveva fatto circolare un video per “lanciarlo” nell’organizzazione terroristica. Nel 2005, invece, un filmato lo mostrava partecipare ad un assalto contro le forze di sicurezza locali nel Waziristan.

Ancora, su Hamza sono circolati anche alcuni audio, tra cui uno dell’estate 2017 in cui il giovane incitava al jihad in Siria nella propria organizzazione anziché nell’Isis di al Baghdadi. E’ da allora che Bin Laden junior si trova nella lista nera americana dei terroristi di matrice islamica più pericolosi a livello mondiale. Si teme che si appresti a diventare capo di al Qaeda.

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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