Droga dell’Isis: in Italia ha successo soprattutto tra i più giovani. Nigeriano nascondeva 700 pillole di tramadolo cloridrato in provincia di Arezzo.

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Da molto è circolata la notizia che i terroristi dell’Isis facciano spesso uso di droghe per compiere le loro efferate azioni. Lo stupefacente più diffuso è il tramadolo cloridrato, che adesso si sta diffondendo anche in Italia, soprattutto tra i più giovani. L’ultimo caso scoperto, è quello di un cittadino nigeriano che, a Montevarchi, in provincia di Arezzo, deteneva tra le 600 e le 700 pillole di questa sostanza. Gliele ha sequestrate la squadra mobile di Firenze, con a capo il crotonese Nino De Santis, dopo aver sorvegliato il giovane africano. Quest’ultimo aveva nascosto le capsule all’interno di un appartamento. Tuttavia non è stato preso nessun provvedimento nei confronti del fermato, perché la sostanza non è classificata come droga. L’ingente quantitativo è comunque sospetto, perché il tramadolo cloridrato viene sì venduto dietro prescrizione medica, ma con un massimo di due confezioni. Perciò ci sono ancora indagini in corso, anche perché quella che è a tutti gli effetti una droga, è stata sintetizzata in Nigeria, Paese d’origine dell’individuo fermato e base di Boko Haram, gruppo terroristico di ispirazione qaedista che ha giurato fedeltà all’Isis.

Il tramadolo cloridrato è un oppiaceo che porta quasi a non percepire dolore, impedisce il sonno e la fame; di sentire stanchezza, ansia e depressione, e ha effetti allucinogeni: gli jihadisti dello Stato Islamico lo assumono per questo ed è talmente diffuso da essere chiamato “la droga dell’Isis”.

E’ particolarmente accessibile ai giovani, perché è low – cost. Tuttavia gli “acquirenti” sono spesso ignari delle sue conseguenze.

A livello medico è utilizzato come antidolorifico anche dopo interventi ed è principio attivo di diversi farmaci, tra cui il Contramal.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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