Turchia, liberata la pittrice curda Zehra Dogan

in Le Brevi

Scarcerata in Turchia la pittrice Zehra Dogan, 30 anni, in carcere da oltre due e nove mesi con l’accusa di “propaganda terroristica” per aver dipinto e condiviso sui social un quadro che mostrava le macerie in cui era stata ridotta dall’esercito turco la città di Nusaybin, nel sud-est curdo, durante le operazioni militari contro il Pkk, considerato da Ankara un’organizzazione terroristica.

Il caso della pittrice, che è anche giornalista e co-fondatrice dell’agenzia di stampa di sole donne “Jinha”, chiusa dopo il fallito golpe del luglio 2016 perché accusata di legami proprio con il Pkk, aveva indignato la comunità internazionale. L’artista aveva incassato anche la solidarietà del misterioso pittore di strada Banksy, che nel 2018 l’aveva resa protagonista di un murale lungo 20 metri a New York intitolato “Free Zehra Dogan. La giovane era in carcere e stringeva le sbarre con le mani.

Nonostante la detenzione, Zehra ha continuato a dipingere come ha potuto, utilizzando cibo e persino il proprio sangue, non avendo a disposizione altro.

Alessandra Boga

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Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.