Foligno, maestro insulta alunno nero: “Guardatelo, è brutto”

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Ha (fortunatamente) suscitato un’ondata d’indignazione la vicenda del maestro di una scuola elementare di Foligno che ha insultato, mettendolo in un angolo, con il viso rivolto alla finestra, un alunno nero, di origine nigeriana, affermando che fosse “troppo brutto” per essere guardato. E’ anche emerso che lo stesso insegnante ha insultato pure la sorella maggiore del bambino, dicendo che sembrava una scimmia.

I genitori dei due piccoli hanno denunciato i fatti su Facebook, rimuovendo successivamente il post. L’uomo si è giustificato dichiarando che il suo comportamento era basato su un esperimento sociale da fare in aula, per far capire ai bambini che ingiustizia fosse trattare in quel modo dei loro compagni. Poi, attraverso il suo avvocato, Luca Brufani, si è scusato con “i genitori dell’alunno coinvolto e in generale ai genitori dell’intera classe”.

L’esperimento, se di questo veramente si trattava, è fallito clamorosamente. Sulla vicenda è intervenuto qualche giorno fa il deputato di Liberi e Uguali Nicola Fratoianni, il quale, appresa la notizia, ha sottolineato che, se fosse stata vera, non sarebbe rimasto “più nulla della società italiana e della convivenza civile”.

Fonti del Miur hanno poi fatto sapere che il responsabile dell’accaduto sarebbe stato sospeso dal pubblico ufficio per “incompatibilità ambientale” e così è stato. “Ho chiesto agli uffici di intervenire immediatamente – aveva fatto sapere il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti – Le strutture territoriali del Ministero stanno predisponendo provvedimenti urgenti a tutela della serenità degli alunni. La scuola è luogo di inclusione ed è di tutti”.

Il padre dei bambini insultati, ha raccontato che lui e sua moglie hanno portato i figli davanti ad uno specchio per mostrare al maschietto che era bello e alla femminuccia che non assomigliava ad una scimmia: li hanno rassicurati. Tuttavia la coppia, in Italia da 17 – 18 anni e perfettamente integrata senza mai aver avuto problemi di razzismo prima d’ora, si chiede come mai il ministero abbia solamente sospeso il docente e non gli abbia impedito per sempre d’insegnare.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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