“Reddito di cittadinanza” per gli stranieri: sempre più difficile

in Le Brevi/Politica

La commissione Lavoro del Senato, che sta esaminando gli emendamenti al «Decretone reddito-quota 100», ha approvato ieri una norma proposta dalla Lega che vincola l’accesso alla presentazione di una «certificazione» sul reddito e il patrimonio del nucleo familiare rilasciata dallo Stato di provenienza, tradotta in italiano e «legalizzata dai consolati italiani», dunque, sarà sempre più difficile l’accesso al sussidio, detto impropriamente «reddito di cittadinanza», per gli stranieri extracomunitari dei quali saranno esentati i rifugiati politici e chi proviene da Paesi dai quali non è possibile ottenere la certificazione. Ieri la maggioranza ha ritirato 39 emendamenti, a seguito degli accordi presi in un vertice a palazzo Chigi, e li ha trasformati in ordini del giorno. Il ministero del lavoro avrà tre mesi per stilare la lista di questi Paesi. In un question time alla Camera il ministro dell’economia Tria ha assicurato che questo reddito «produrrà rilevanti effetti in termini di sviluppo». Una valutazione tutta da dimostrare, basata sulle ipotesi sull’output gap di Pasquale Tridico, nominato alla presidenza dell’Inps.

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C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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