Shamima Begum: i prossimi passi del legale per impedire che alla “sposa dell’Isis” britannica venga tolta la cittadinanza La ragazza vuole chiedere la cittadinanza olandese, la stessa del marito, che in Olanda ha ancora la sua famiglia.

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Il governo inglese non ha ancora tolto la cittadinanza a Shamima Begum, la ragazza che quattro anni fa, con tre amiche, è scappata dalla scuola che frequentava a Londra, per andare in Siria ed aderire all’Isis sposandone un membro: tuttavia ha avviato la procedura per farlo. Dopo che il ministero dell’Interno britannico (Home Office) ha inviato una lettera ai genitori della 19enne per comunicare loro la propria decisione, l’avvocato Tasnime Akunjee (foto), legale della famiglia, ha annunciato su Twitter: “Stiamo considerando tutte le vie legali per contestare questa decisione”. Presenterà ricorso, come la lettera dell’organo istituzionale britannico ha precisato che sarà possibile fare. L’avvocato ha 28 giorni di tempo.

Il Guardian fa sapere che in Gran Bretagna la cittadinanza può essere revocata a chi ha messo in pericolo “interessi vitali del Regno Unito” e se ci sono “ragionevoli motivi” per cui questa persona possa chiedere la cittadinanza altrove. Lo stesso quotidiano inglese, però, precisa che nel caso di Shamima Begum la decisione del ministero dell’Interno è “altamente controversa”: infatti fonti legali precisano che in situazioni simili la commissione incaricata di decidere sulla revoca della cittadinanza, si è pronunciata contro. Anche organizzazioni britanniche per diritti umani, tipo “Liberty”, sono dello stesso avviso. “Liberty” ha affermato che il ministro dell’Interno Sajid Javid dovrebbe tenere conto dei “principi fondamentali del giusto processo e dello stato di diritto a cui tutti ci affidiamo” e che “il governo ha una serie di poteri a sua disposizione da adoperare nei confronti di persone sospettate di terrorismo, compresa la legge penale. Privare della cittadinanza una persona è una delle più drastiche ed è un potere che non deve essere maneggiato con leggerezza”.

Secondo alcuni media britannici la madre della ragazza possiede ancora passaporto del Bangladesh, così potrebbe chiedere al Paese d’origine di dare la cittadinanza alla figlia, ma l’avvocato Akunjee smentisce la versione dei giornali. Se il governo britannico negherà davvero la cittadinanza a Shamima Begum lei sarà apolide.

Intanto la stessa ex sposa dell’Isis, che dal campo profughi dove vive ora vorrebbe essere rimpatriata con il bambino che ha appena avuto, perché non vuole che anche lui muoia per malattie e malnutrizione come gli altri due ma non ha mostrato autentici segni di pentimento per aver aderito al Califfato, intervistata dall’emittente televisiva ITV ha dichiarato di essere “sconvolta” alla prospettiva che le venga tolta la cittadinanza britannica, ma che in tal caso potrebbe chiedere la cittadinanza ai Paesi Bassi, dov’è nato il marito, terrorista dell’Isis attualmente in carcere. Ha affermato che la propria famiglia le aveva “fatto credere che sarebbe stato più facile tornare nel Regno Unito”, ma visto che così in realtà non è, Shamima ha pensato ad un “piano B”: “Mio marito è olandese e lì si trova la sua famiglia. Se verrà mandato in prigione in Olanda, posso aspettarlo”.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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