Donna marocchina nasconde auricolare sotto il velo per superare esame patente

in Italia/Le Brevi

A Macerata è finita nei guai una donna marocchina che si era presentata a fare l’esame per prendere la patente come privatista. La donna, infatti, a fare l’esame teorico di scuola guida con un auricolare Bluetooth che, dopo la prova, lancia dentro un cestino della spazzatura, senza immaginare di essere vista, forse per questo è anche risultata essere l’unica a non posare sul tavolo il telefono cellulare, sicuramente perché  non parlava una sola parola di italiano eppure ha completato la prova, facendo soltanto un errore. Ma gli esaminatori hanno sentito puzza di bruciato e hanno chiamato il 113 per verificare eventuali irregolarità e quando la polizia è arrivata sul posto ha provveduto a perquisire la donna marocchina: con sé, a differenza di quanto aveva dichiarato poco prima all’esaminatrice (aiutandosi con i gesti più che con la lingua), aveva un telefono cellulare ed era attivo anche il Bluetooth dell’auricolare che aveva nascosto sotto il velo. Questa volta si è trattato di nascondere un auricolare per un esame di guida, la prossima volta cosa si scoprire sotto il velo? Poi, un’altra domanda sorge spontanea: se la signora non conosceva una parola di italiano, dunque, non era molto emancipata, come mai ha avuto questa “libertà” di poter guidare un’automobile? E, ancora, un’automobile per fare cosa? Sicuramente per andare a fare la spesa, diciamo, o forse per altro? La situazione non è chiara. Una cosa lo è: sotto quel velo non si sa mai cosa si trova.

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C.P

 

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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