“Soldi” di Mahmood, cosa significa il verso in arabo della canzone? Uno dei punti dell’infinita polemica sulla vittoria a Sanremo del cantautore italo-egiziano è proprio questo.

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Non accennano a placarsi le polemiche attorno alla vittoria di Mahmood, Alessandro Mahmood, all’appena conclusa 69° edizione del Festival di Sanremo. Vuoi per le dinamiche di voto e le strumentalizzazioni politiche, vuoi per la vittoria di una canzone sgradita rispetto ad altre (in primis rispetto a quella del secondo classificato Ultimo, arrabbiatissimo perché il televoto aveva dato a lui oltre 30 voti in più), vuoi per motivazioni razziali/razziste: Mahmood è figlio di immigrati egiziani musulmani, no, ha solo il padre egiziano musulmano mentre la madre è italiana; lui è egiziano musulmano, no, è italiano, si chiama così piuttosto che cosà; si adombra persino (magari persino con qualche sfottò sui social) il sospetto che il cantautore sia un potenziale terrorista e così via. La motivazione razziale/razzista diventa un’aggravante di una vittoria da molti italiani non condivisa.

Per di più il Mahmood ha “osato” portare al Festival della Canzone Italiana un brano con il verso di una strofa in arabo: “Waladi Waladi Habibi Ta’aleena”. Molti si sono chiesto cosa significasse: ebbene, significa “Figlio mio, amore, viene qua”. Non è una frase che incita all’odio, al terrorismo: non è un pericolo per gli italiani e l’italianità, tutt’altro.


E’ una frase che Mahmood ha spiegato evocargli l’infanzia, una frase che “sembrava vera”, quando il padre che ora non vede più, era ancora presente e tenero con lui; quando questi non aveva ancora tradito l’ex moglie (madre di Mahmood, appunto) e ancora non chiedeva come un mantra “Soldi, soldi, soldi” alla famiglia, al figlio, che al contrario non gliene aveva mai chiesti. Un figlio che si chiama Alessandro Mahmood, nato a Milano da madre sarda e padre egiziano e cresciuto nel quartiere difficile di Gratosoglio, alla periferia del capoluogo lombardo; un ragazzo che in questi giorni che avrebbero dovuto essere solamente felici, ha dovuto giustificarsi: “Sono italiano al 100%”.

Alessandra Boga

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