Nuova Delhi, almeno 17 morti nell’incendio di un hotel E’ l’ennesimo episodio del genere in India: polemiche sulla sicurezza antincendio nel Paese.

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Terrore prima dell’alba di martedì 12 febbraio in un albergo del centro di Nuova Delhi, Arpit Palace, in una zona già trafficata. Apocalittiche le scene mostrate dalle TV locali, con il piano superiore dell’hotel (di quattro piani in tutto) che va a fuoco.

Un ufficiale dei vigili del fuoco di Delhi, Sunil Choudhary, ha dichiarato: “Abbiamo la conferma delle fonti ospedaliere, il bilancio è ora di 17 vittime, compreso un bambino”. La madre stava cercando di saltare dalla finestra insieme a lui per salvarsi, ma sono morti entrambi.

G.C. Misra, capo dei vigili del fuoco della capitale indiana, ha fatto sapere che alla fine le fiamme sono state domate e che i pompieri sono riusciti a salvare 35 persone. Uno vigile del fuoco ha denunciato che nell’hotel “C’erano pannelli di legno nei corridoi a causa dei quali le persone non potevano usare i passaggi per evacuare”.

I bassi standard di sicurezza si verificano un po’ in tutta l’India, ragion per cui nel Paese gli incendi sono frequenti. Coloro che si occupano del problema, denunciano che costruttori e proprietari terrieri spesso preferiscono il risparmio alla sicurezza. A Mumbai capita che case in cattive condizioni vadano a fuoco, perché gli affitti sono troppo elevati. Anche per le strutture pubbliche la situazione non è migliore: lo scorso dicembre otto persone sono morte in un ospedale, perché è divampato un incendio. Nel 2017 fiamme in un ristorante avevano ucciso quattordici persone.

Alessandra Boga

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