La Turchia attacca la Cina sugli uiguri, la minoranza turcofona e musulmana nello Xinjiang Erdogan decide di andare oltre agli interessi con Pechino e punta il dito.

in Esteri

Si torna a parlare della controversa repressione degli uiguri, minoranza turcofona musulmana dello Xinjiang, regione della Cina orientale, da parte di Pechino. Questa volta, a puntare il dito contro la Repubblica Popolare, è l’alleato turco, che per decenni ha cercato di tacere per tutelare i propri interessi. Con questo passo la Turchia di Erdogan si accoda alle altre potenze asiatiche, a cominciare dall’India, che stanno cercando di contrastare l’ascesa politica ed economica della Cina con l’appoggio americano.

La Turchia definisce il trattamento che la Repubblica Popolare infliggerebbe agli uiguri, desiderosi di autonomia ed indipendenza, “una vergogna per l’umanità” e chiede di chiudere i cosiddetti “centri di trasformazione vocazionale” dove sono detenute con l’accusa di estremismo e terrorismo di matrice islamica circa un milione di persone (su 11 milioni) appartenenti alla stessa etnia.


Pechino respinge le accuse al mittente, mostrando, domenica 10 febbraio, il video di un poeta e cantante uiguro, Abdurehim Heyit, che Ankara considerava morto in carcere. L’artista, detenuto dal 2017 e condannato ad 8 anni di reclusione per via di una canzone, ha confessato la propria “colpevolezza”, dicendo di non aver mai subito violenze dai carcerieri, ma la Turchia sospetta, dopo aver ascoltato dichiarazioni di esuli uiguri, che tale confessione sia stata estorta.

L’ambasciata cinese ha affermato che “il diritto alla vita è il diritto umano di base”, ma che “il terrorismo e l’estremismo mettono fortemente a repentaglio quel diritto e la sicurezza di tutte le persone nello Xinjiang”, perciò auspica che la Turchia comprendere le misure per il “contro-terrorismo e il de-estremismo” adottate nella regione dove gli uiguri vivono.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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