Tunisia, 7 ergastoli per attentati al Museo del Bardo e a Sousse Processi uniti perché molti dei responsabili sono risultati gli stessi.

in Esteri

Dopo molte ore di Camera di Consiglio, sono stati comminati 7 ergastoli ad altrettanti imputati (tra i tanti) per le stragi rivendicate dall’Isis e legate tra loro al Museo Nazionale del Bardo e in un villaggio turistico di Sousse (Port El Kantaoui), avvenute rispettivamente il 18 marzo e il 26 giugno del 2015. Tre presunti terroristi erano alla sbarra per il primo attentato e 4 per il secondo, mentre gli esecutori materiali degli attacchi erano stati uccisi dalla polizia.

Le accuse erano di omicidio volontario, concorso in omicidio volontario e attacco allo Stato. I media locali riferiscono che ad altre persone sono state inflitte condanne da sei mesi a 16 anni di reclusione, ma molte altri imputati, ben 27, sono stati assolti.


Al Museo di Tunisi, frequentato anche da molti turisti occidentali, morirono 24 persone, tra cui 4 italiane: Giuseppina Biella, Francesco Caldara, Orazio Conte ed Antonella Sesino. Ora c’è una targa in ricordo delle le vittime, alcune delle quali erano agenti di polizia tunisini. Quarantacinque persone rimasero ferite. Per quanto riguarda gli attentati a Sousse, invece, i turisti uccisi furono 38 e 39 i feriti.

La presunta “mente” degli attacchi, Chamseddine Sandi, sarebbe stata uccisa in un raid americano in Libia nel 2016. Per l’attentato al Bardo sono state processate 25 persone, incluse due donne: 22 sono in carcere, 3 sono state rilasciate. Ventisei, invece, sono finite alla sbarra per l’attentato a Sousse: 18 rimangono in carcere e 9 sono state rimesse in libertà. Coinvolti con l’accusa di negligenza sei poliziotti che avrebbero dovuto badare alla sicurezza.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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