Spagna: la destra in piazza. 200.000 mila persone contro il Governo Sanchez Il partito VOX, astro nascente nel firmamento della destra (non dell'estrema destra) europea l'anima della manifestazione

in Esteri/Le Brevi

Da quando VOX il Partito di destra (non di estrema destra, come lo si vuole dipingere, basta leggere il loro programma e ascoltare i loro comizi) ha fatto irruzione sulla scena politica spagnola sembra che molto stia cambiando nella penisola iberica. E in meglio, soprattutto per gli spagnoli: stanchi della pachidermica politica di Sanchez, delusi da Podemos, destabilizzati dalle varie realtà indipendentiste (Catalogna, Paesi Baschi, Navarra…). VOX è oramai leader interlocutore insostituibile e sembra che ci sia molto del partito guidato da Santiago Abascal Conde dietro la manifestazione di ieri dove decine di migliaia di persone (200.000) sono scese in strada a Madrid, Plaza Colon, contro il governo socialista di Pedro Sanchez per chiedere elezioni anticipate e impedire che siano fatte concessioni agli indipendentisti in Catalogna. Alla protesta – sotto lo slogan ‘Per una Spagna Unita. Elezioni’ – hanno preso parte il Partito Popolare, Ciudadanos oltre che VOX. La Spagna dovrebbe tenere le elezioni generali nel 2020, ma c’è la possibilità che ciò avvenga prima. Il governo socialista minoritario di Sánchez ha avuto grossi problemi nell’ottenere il sostegno per il bilancio 2019 in Parlamento, dato che il Psoe al potere ha solo 84 dei 350 seggi nella Camera bassa. La proposta del governo, martedì scorso, di nominare un relatore nei colloqui tra i partiti politici per affrontare la crisi catalana ha galvanizzato l’opposizione, che lo ha ritenuto un tradimento e una resa alle pressioni dei separatisti. “Il tempo del governo di Sanchez è finito”, ha detto il leader del partito popolare Pablo Casado ai giornalisti prima della manifestazione. Alcuni striscioni recitavano: “Sanchez, bugiardo” e “la Spagna non è negoziabile e non può essere venduta”.

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C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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