SOUAD SBAI E IL SUO LIBRO DI SUCCESSO

in Editoriale

Esiste una linea rossa del jihad quasi impercettibile, attraverso la quale l’estremismo organizzato si espande nel mondo. Un percorso che parte da Istanbul e arriva fino a Doha, passando per i finanziamenti occulti e relazioni pericolose che intercorrono tra Qatar e Turchia, che coinvolgono i movimenti jihadisti in Siria e in Iraq, ma anche nel mondo occidentale.

È dunque in atto da tempo un progetto di islamizzazione delle nuove generazioni, dal Marocco all’Occidente, portato avanti dai Fratelli Musulmani, una delle più importanti organizzazioni islamiste internazionali, fondati nel 1928 da al-Ḥasan al-Bannāʾ a Isma’iliyya, in Egitto.

A testimoniarlo e a raccontarlo con dovizia di particolari, documenti e testimonianze da cronista esperta e addentrata, è Souad Sbai, giornalista e scrittrice, tra gli altri, di “I Fratelli Musulmani e la conquista dell’Occidente – Da Istanbul a Doha, la linea rossa del Jihad”, pubblicato da Curcio Editore. Un’analisi accurata ed esaustiva, in grado di raccogliere un successo tale da indurre l’editore a dare il via alla sua quarta ristampa.

L’opera della Sbai, partendo dal ritrovamento all’interno della abitazione di Yusuf Nada, banchiere svizzero di origine egiziana indagato per essere uno dei principali finanziatori di Al Qaeda, di un documento di 14 pagine denominato “Il Progetto”, esplora la geografia dell’estremismo islamico fino ai giorni nostri, collegandosi con l’attualità e i disordini civili che colpiscono il mondo: il passaggio a Oriente, il rinnovato ruolo dell’Egitto fra sunniti e sciiti, le tecniche di de-radicalizzazione destinate a spezzare il filo del proselitismo.

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