Siria, ferito fotografo italiano: rischia di perdere la vista Si tratta di Gabriele Micalizzi, 34 anni, fotoreporter di guerra di fama internazionale.

in Esteri

Nella guerra senza fine in Siria è stato ferito un fotografo italiano, Gabriele Micalizzi, 34 anni, di origini milanesi, che si trovava nella zona di Deir el-Zor, storica località famosa per essere stata una delle destinazioni delle marce della morte dei deportati durante il genocidio del 1915. E’ l’ultima roccaforte dell’Isis. Il giovane è stato colpito dalle schegge di un razzo ed è ora ricoverato a Baghdad, in procinto di tornare in Italia tra circa due giorni. Lo ha fatto sapere il Rojava information center delle forze curdo – siriane sostenute dagli Usa che combattono i terroristi dello Stato Islamico nella zona di Baghuz, sulla riva orientale dell’Eufrate. Gabriele, che stava documentando le loro azioni militari, non è in pericolo di vita, ma rischia di perdere la vista.

Micalizzi, nonostante la giovane età, è un reporter di fama internazionale: dopo gli inizi con le notizie sull’aerea di Milano, ha cominciato ad occuparsi di Medio Oriente ed altre aeree di guerra. Le sue foto sono state pubblicate non solo in Italia su giornali nazionali come Espresso, Repubblica, Internazionale e Corriere della Sera, ma anche sul New York Times, New Yorker, Newsweek, Wall Street Journal. Grazie alla sua intraprendenza, ha anche fondato un collettivo di fotografia,”Cesura Lab”, insieme a Luca Santese e Andrea (Andy) Rocchelli, vittima della guerra in Ucraina nel 2014 (nei confronti del presunto responsabile dell’omicidio, Vitaly Markiv, un cittadino italiano di nazionalità ucraina, è in corso il processo nel nostro Paese).

La Procura di Roma ha aperto un’indagine sul ferimento di Gabriele Micalizzi, indagine coordinata dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco che ha affidato la delega ai carabinieri del Ros. L’accusa contro ignoti è di attentato con finalità di terrorismo.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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