OBIETTIVO DERADICALIZZARE: COME PERDERE IN PARTENZA.

in Opinione

di Adriano Segatori

In un saggio interessante di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci intitolato Jihadisti italiani, c’è un passaggio importante dedicato ad un progetto che la Procura e il Tribunale di Bari hanno avviato con l’Università al fine di deradicalizzare gli individui finiti nelle maglie del fondamentalismo islamico.

Non metto in dubbio le competenze culturali e le capacità tecniche della professoressa Sabrina Martucci, definita la <<prima deradicalizzatrice italiana>>, ma alcune sue considerazioni sulle linee-guida e sulle impostazioni metodologiche mi lasciano piuttosto perplesso.

Innanzitutto Lei parla di un potere che <<strumentalizza la religione>> e che poi proporrebbe <<persino l’eversione>>. Poi parla di <<tutela delle garanzie individuali>> passando per un <<impianto laico>> e negando il processo di <<deconversione religiosa>>. Non poteva mancare una sottolineatura: <<C’è una parola chiave: la Costituzione>>, nonché la <<democraticità del nostro ordinamento>>. Arriva alla rivendicazione dei valori sovranazionali per credenti e non credenti, terminando con una dichiarazione vivida, incisiva: <<L’Occidente non è in guerra con l’Islam>>.

Partiamo da quest’ultima verissima constatazione: l’Occidente non è in guerra con l’Islam, ma è l’Islam che ha dichiarato guerra all’Occidente. Quell’Islam radicalizzato e fondamentalista combatte per la conquista del nostro mondo, per distruggere la nostra civiltà, per sottomettere i nostri popoli attraverso uno stile, una cultura ed una strategia che esigono di sconvolgere letteralmente la vita come noi la conosciamo.

Sa che se ne fanno i “Fratelli musulmani” della Costituzione, della democrazia, dei diritti e dell’uguaglianza tra religioni quando scannano anche i loro confratelli in odore di apostasia. Lei parla di una religione utilizzata cinicamente da un potere turpe, e nuovamente si falsifica ingenuamente la stessa impostazione concettuale di religione e potere nell’Islam. 

Religione e potere sono incardinati sullo stesso principio di verità. L’Islam radicalizzato riconosce solo il dispositivo “ideo-teologico” del Corano: la legge è religiosa, la religione è la legge. Pensiamo solo che per i fondamentalisti non solo la poesia, la filosofia, l’arte non hanno senso di esistere, ma la stessa scienza è superflua perché avendo Allah creato il mondo, nelle sue parole coraniche possiamo trovare una risposta a tutto, senza neppure porsi nella posizione pericolosa di pensare e, tanto meno, di dubitare.

Per questi ed altri motivi ritengo che questa operazione razional-terapeutica sia destinata a fallire, anche con un notevole dispendio di denaro, come dimostrato in altre esperienze europee.

Come ha scritto Ernst Jünger: <<Il tentativo di venire a capo di un’epoca con i soli mezzi offerti da questa, si consuma nel girare a vuoto intorno ai suoi luoghi comuni: non può riuscire>>. Un errore in grande che viene commesso anche nel trattamento psicologico individuale, associato all’altro sbaglio, riassunto così dal mio vecchio insegnante di PNL e Ipnosi ericksoniana: <<Per chi sa usare solo il martello tutte le cose che spuntano sono chiodi>>.

Due illusioni perdenti, perché – come in questo caso – la battaglia è su altri livelli: spirituale, politico, religioso. Sostanzialmente una battaglia tra due visioni del mondo che è condotta anche con mezzi militari. E non mi pare che siamo attrezzati in nessuno dei campi indicati, con il cordoglio sentito per le buone intenzioni.