Migrare ad Oriente

in Opinione


di Francesco Biancheri

Anni fa, in periodi “non sospetti” come si dice, ebbi il piacevole privilegio di essere presente in Vaticano ad un incontro culturale , organizzato da una Fondazione Musicale , dove per la prima volta nel cuore della Cristianità si levava alta la declamazione delle Sure Coraniche.


Devo dire che mi fece un certo effetto, e comunque mi sentì parte del vento della Storia.

Poco fa, rivedevo i filmati della visita del Papa negli Emirati Arabi e sentire suonare l’ Inno Pontificio in terra Islamica mi ha trasmesso una sensazione ancora più forte.

Neppure nella più sfrenata letteratura di fantapolitica si poteva ipotizzare che ciò avvenisse.

Non voglio qui dissertare sulle questioni teologiche e del dialogo interreligioso sottostanti a questo avvenimento, ma desidero fare una riflessione di natura geopolitica, legata ad un altro evento, di qualche mese fa , archiviato dal continuo delle notizie che quotidianamente attraggono la nostra attenzione. L’apertura del Papato alla Cina ed il dialogo con la “Chiesa Patriottica”, quella cioè allineata con il regime governativo.

Penso che adesso il cerchio sia definitivamente chiuso. La Chiesa Cattolica, maestra di vita, ma anche attenta e lungimirante osservatrice dello sviluppo del mondo, ha capito, con largo anticipo, rispetto a certi governanti occupati a costruire muri chilometrici per impedire il varco dei descamisados, o a tal atri , occupati in esercizi muscolari, che la rivoluzione copernicana del mondo prossimo futuro è già iniziata, ed ha indetto la Crociata 2.0

Questa volta non ci sono Luoghi Santi da liberare, ma c’è la necessità di consegnare la Chiesa al Terzo Millennio, viva ed operante, e nell’unico contesto di sviluppo verso il quale volge il futuro del mondo:l’Oriente.

Molti politici, dovrebbero prendere l’esempio da questo Papa, dall’apparenza Peronista, che talvolta sembra che si muova come un “superparroco” piuttosto che nel ieratico ruolo di Sommo Pontefice, ma ne sono certo, gli storici gli riconosceranno il merito di avere rigenerato la Chiesa, proiettandola verso il futuro del mondo.

La Cina, sta attuando una lenta ma costante politica egemonica in tutto il mondo, adattandosi alle realtà locali per cercare di trarre il meglio per se: controllo della finanza mondiale attraverso l’acquisizione di sistemi creditizi, espansione industriale attraverso l’acquisizione di know how di marchi importanti, accaparramento delle risorse , delle terre coltivabili e massiva presenza in Africa, acquisizione in Europa della qualità artigianale e dell’industria di alto livello.

I Paesi di cultura Islamica hanno davanti a loro una prospettiva di espansione coadiuvata anche dai dettati del Corano, che teorizza la conquista come mezzo di proselitismo religioso.

Questi due grandi poli potranno essere elementi di scontro e di quello “scontro di civiltà” che non coinvolgerà l’Europa, ormai una realtà museale nel panorama geopolitico mondiale, ma l’emisfero orientale del globo, laddove risiedono le maggiori ricchezze e dove la popolazione è giovane ed in continua crescita.

Questa è la terra di missione per la Chiesa Cattolica, che dovrà mettere in campo i suoi millenni di esperienza politica per far si che questo “scontro di civiltà” che dovrà inevitabilmente scoppiare, non degeneri in un disastroso conflitto armato, ma sia mitigato, regolato dal dialogo e dalla ricerca di punti di convergenza.

D’altro canto la Chiesa non è nuova a questi interventi di Politica Globale ( volutamente in maiuscolo ) , basti pensare all’opera di Alessandro VI che nel conflitto sul Nuovo Mondo, gestì una conferenza di Yalta ante litteram , o più recentemente a quanto fu fatto nel conflitto tra Argentina e Cile.

Ne chi scrive ne un bel po’ di generazioni di studiosi a venire avranno la possibilità di leggere gli atti del governo di San Giovanni Paolo II, ma sono legittimato a pensare che qualche grave conflitto , all’umanità gli è stato evitato…

Tutto questo dovrebbe fare riflette molti dei nostri governanti sulla necessità di uscire dai propri nazionalismi e pensare invece come la Nazione ( N maiuscola ) possa essere parte attiva di questa rivoluzione copernicana.

Mi da molto da pensare la deriva isolazionista che sta prendendo l’Europa, in politica estera ed economica.

Da molte parti energie centrifughe , impediscono il decollo dell’Unione. Questo grande complesso transnazionale è innegabile che mette pensiero a molte entità che operano nello scacchiere internazionale ed il suo indebolimento gioverebbe a molti, e siccome le forze in campo sono quelle prima esaminate, questo nostro Continente che nonostante tutto ha molto da dire, deve trovare anche lui la sua via ad Oriente, quella via che fece della Serenissima Repubblica una potenza politica globale , e che sta percorrendo adesso la Chiesa per non restare intrappolata dentro il crepuscolo di una civiltà.

Dobbiamo guardare molto fuori dalla finestra e non lasciarci coinvolgere da chi spera che si possano mantenere egemonie da vecchio passato coloniale.

La vita dei popoli, e la storia vanno solo in una direzione: avanti.