Manbji, Siria: soldatessa americana anti – Isis tra le vittime Si chiamava Shannon Kent, aveva 35 anni, era criptologa e mamma di 2 bambini.

in Esteri

Continua a non esserci pace in Siria. Il 15 gennaio scorso, per esempio, nella città nordorientale di Manbji, Governatorato di Aleppo, c’è stato un attentato suicida rivendicato dall’Isis in un ristorante, che ha provocato almeno 21 vittime, tra cui 5 militari americani. Tra loro una donna che militava per la Navy Seals, Shannon Kent, 35 anni, di professione criptologa. Era mamma di 2 bambini.

Reduce da un cancro alla tiroide, che era riuscita a vincere, Shannon non si era fermata ed era andata a combattere in Siria contro i terroristi islamici. Una delle poche donne arruolate nei Navy Seals e la prima ad arrivare con l’esercito Usa nel Paese mediorientale. Non solo sapeva usare le armi, ma era anche un’esperta informatica e di cyber intelligence: sapeva decifrare codici, districarsi nelle intercettazioni ed ottenere informazioni segrete dal web.

Oltretutto conosceva anche mezza dozzina di dialetti arabi e quattro lingue: ciò le permetteva di entrare in contatto e dialogare con i leader tribali della regione.

Figlia di un agente di polizia di New York, con consapevolezza aveva voluto arruolarsi dopo l’11 settembre. Era stata tre volte in Iraq, a partire dal 2007, poi, nel 2012, era partita per l’Afghanistan.

Due anni più tardi, Shannon si era sposata con un collega, ma poco tempo dopo ha scoperto di avere un cancro alla tiroide: era iniziata la battaglia più dura della sua vita. Al marito non aveva detto nulla, se non dopo aver asportato il tumore: “Non mi aveva detto niente della malattia – ha raccontato il marito al New York – Mi ha mandato una fotografia a intervento finito dicendo ‘Avevo un piccolo cancro, l’ho tagliato fuori, non volevo disturbarti’ ”. Capiva fino a quel punto l’importanza di essere concentrati nella vita militare.

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