Sanremo 2019, chi è il cantante Mahmood La canzone “Soldi”, che porta a Sanremo, è autobiografica.

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Tra i Big di Sanremo di quest’anno, con la canzone “Soldi”, c’è Mahmood (nome completo Alessandro Mahmood), 27 anni, nato a Milano da madre italiana (sarda) e padre egiziano.

Il brano, che, possiamo dirlo, è uno dei più interessanti della 69° edizione della kermesse, è stato scritto da lui insieme a Dardust (nome d’arte del pianista, compositore e musicista marchigiano Dario Faini) e a Charlie Charles (all’anagrafe Paolo Marchetti, talentuoso producer di Settimo Milanese). Intervistato dal “L’Unione Sarda”, Mahmood ha spiegato che la canzone “è parecchio autobiografica, è una storia che ho vissuto e che hanno vissuto tante persone. Ma ci sono delle parti che non hanno un significato letterale. Per esempio ‘Beve champagne sotto il Ramadan’ è un verso che uso per dire ‘Predichi bene e razzoli male’. Anche i ‘soldi’ di cui parlo, non sono materiali. Parlo di famiglia e di come il denaro può cambiare i rapporti al suo interno”. Il suo è un padre assente (non ha proprio idea di dove sia) e, anche quando c’era, il suo rapporto con lui era praticamente limitato alla classica domanda “Come va?”, posta senza reale interesse (e ripetuta quasi ossessivamente nel testo), e alla richiesta di soldi da parte del genitore, non sua.

Nel testo non mancano versi in arabo (anche se il ragazzo è cresciuto a Milano Sud, nel quartiere di Gratosoglio, che però, in un verso della sua canzone “Milano Good Vibes”, dice che gli sembra l’Africa): “Li ho sentiti nella mia infanzia – spiega – ho delle immagini forti che richiamano al mondo arabo. Ho voluto metterle per rafforzare ancora di più quel ricordo”.

Mahmood aveva esordito a “X Factor” nel 2012, venendo però eliminato alla terza puntata. Non è un volto nuovo del Festival, perché, dopo aver vinto il concorso “Area Sanremo”, era stato una “Nuova Proposta” nel 2016 con la canzone “Dimentica”, classificandosi al quarto posto.

Ci ha riprovato a Sanremo Giovani nel dicembre 2018, gara eccezionalmente tenuta al Casinò di Sanremo e due mesi prima di quella all’Ariston, nella quale da anni il vincitore dei Giovani è stato decretato il venerdì sera, quella prima della finale in cui viene proclamato il vincitore dei Big. Ha vinto presentando il brano “Gioventù bruciata”, lo stesso in italiano (in inglese era “Rebel Without a Cause) del classico del cinema datato 1955 con James Dean, Natalie Wood e Sal Mineo. Ha vinto insieme ad Einar, cantante di origine cubana partecipante ad “X Factor” 2017 e poi ad “Amici” di Maria De Filippi nel 2018, anche lui in questi giorni in gara a Sanremo, con la canzone “Parole nuove”. La vittoria a Sanremo Giovani ha garantito ad entrambi i ragazzi di partecipare al Sanremo di quest’anno.

Nel settembre 2018, Mahmood ha pubblicato il suo EP “Gioventù Bruciata”, lo stesso titolo del suo primo album di inediti, che contiene la canzone vincitrice di Sanremo Giovani ed è uscito il 1° marzo 2019. Prima, nel 2017, Mahmood aveva collaborato con Fabri Fibra al singolo “Luna” e l’anno successivo era stato tra gli autori di “Sobrio” e di “Nero Bali”, due canzoni (la seconda delle quali disco di platino) di Elodie, Michele Bravi e dal rapper Guè Pequeno. Inoltre ha partecipato alla composizione di  “Hola (I Say)” di Marco Mengoni feat. Tom Walker (li abbiamo visti insieme come super – ospiti all’Ariston nella serata di martedì 6 febbraio).

La musica di Mahmood non rientra in un genere preciso, ma è più vicino al pop e all’hip – hop, con un’incursione nel rap quando ha collaborato con Fabri Fibra. Intervistato dalla rivista musicale “Rolling Stone” ha dichiarato di aver avuto maggiori ispirazioni da Beyoncé, Travis Scott e Frank Ocean, ma di ascoltare anche musica italiana.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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