Manuel Bortuzzo, aggressori accusati di tentato omicidio con premeditazione Uno dei due: "E' giusto che Manuel abbia giustizia".

in Cronaca

Nel video si vedono la vittima e la fidanzata davanti al distributore di sigarette e gli spari, poi Manuel Bortuzzo che si accascia a terra e Martina che si china su di lui, cercando di chiamare aiuto con il cellulare. Prima, i due adolescenti, lei con addosso una felpa con cappuccio e lui a capo scoperto, si sono voltati, perché chiamati dai due aggressori.

Ora questi ultimi, Lorenzo Marinelli, 24 anni e Daniel Bazzano, 25, sono accusati di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione dai motivi abietti. Marinelli e Bazzano hanno detto di aver sparato per errore a Manuel, fuori dal pub di piazza Eschilo, quartiere Axa a Roma, dove nella notte tra sabato 2 e domenica 3 febbraio c’era una rissa: era buio e quello che avevano intenzione di colpire, era uno di coloro che avevano litigato all’interno del locale. Invece hanno colpito Manuel, nuotatore, che a causa loro resterà paralizzato.

La condanna per loro (poi riconosciuti dalla vittima) potrebbe andare dai 7 ai 20 anni di reclusione ed ora si trovano in isolamento a Regina Coeli. Avrebbero agito in modo premeditato, perché Marinelli e Bazzano si sarebbero allontanati dal luogo della rissa appositamente per andare a prendere la pistola, poi sarebbero tornati e avrebbero sparato a Manuel. Lorenzo Marinelli, durante l’interrogatorio in Questura ha riferito di aver trovato casualmente l’arma e di averla nascosta nel terreno circa due mesi fa.

Marinelli, difeso dal suo legale, l’avvocato Alessandro De Federicis, ha anche detto di essersi costituito e di accettare di andare in carcere, perché “è giusto che Manuel abbia giustizia”. Daniel Bazzano, invece, ha affermato di non essere al corrente che Marinelli fosse armato. Ha aggiunto di avergli chiesto “che cosa avesse fatto”, sparando al nuotatore 19enne, e lui si sarebbe limitato a dirgli di portarlo a casa dal suo figlioletto.

Lui e Bazzano hanno deciso, attraverso i loro legali, di scrivere ai genitori di Manuel per chiedere perdono.

Intanto il padre del ragazzo ferito, Franco Bortuzzo, è stato ricevuto questa mattina, giovedì 7 febbraio, dalla Questura di Roma, dove ha incontrato il questore, Guido Marino, i funzionari e gli agenti della Squadra Mobile capitolina. Papà Franco li ha definiti i miei angeli, precisando che nonostante quello che è successo a suo  figlio, vivrebbe volentieri a Roma. La responsabilità di questo è solo degli autori del gesto, non del territorio, ha detto correggendo il tiro di ciò che aveva detto giorni fa sulla violenza di strada nella Capitale e che a Treviso, sua città d’origine, un episodio come quello non sarebbe successo.

La Questura ha scritto in una nota: “Il questore Guido Marino ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia di Manuel, ringraziando nel contempo gli investigatori della polizia di Stato che con il loro lavoro hanno dimostrato, ancora una volta, che Roma non è una città da assimilare a modelli sudamericani, ovvero a scenari di guerra, come avventatamente dichiarato da qualcuno”.

Alessandra Boga

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