Vicenza, imprenditore paga la scuola ai figli dei suoi dipendenti L’uomo, Vinicio Billa, di Caltrano, ha quasi 80 anni e dice “Non voglio morire con i soldi in banca, voglio aiutare il territorio”.

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Imprenditori dal cuore d’oro: talvolta i media ci rendono partecipi di queste storie. A Caltrano, un paese di 2.500 anime in provincia di Vicenza, un imprenditore, Vinicio Billa, quasi 80 anni, molti dei quali dedicati alla sua azienda, la Rivit Spa, leader mondiale nella produzione di acciai speciali, assai impiegati nelle piattaforme petrolifere, ha deciso di pagare gli studi ai figli dei suoi dipendenti, 150 in tutto. In particolare ha fatto “congelare” il suo denaro in banca ed istituire un fondo con sostanziosi contributi a coloro che lavorano per lui, per sostenere la natalità: spesso si denuncia il problema delle “culle vuote in Italia” e Coltrano rischia lo spopolamento. Fino a 3.000 euro di contributi serviranno per la nascita o l’adozione di un figlio e per pagargli le scuole. Fino a 6.600 euro l’anno per ciascun bambino, andranno all’iscrizione, alla mensa negli asili nido e nelle scuole materne. Si tratta, spiega Bulla, di un modo, “gratificare i miei dipendenti che se lo meritano”, ma anche per aiutare il paese in cui vive.

La sua iniziativa ha spinto l’assessore al Lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, anche lei  vicentina, a scrivere una lettera al generoso imprenditore. Parlando in prima persona, Donazzan dice a Bulla: “Le sono profondamente grata per la sua scelta di grandissimo valore sociale, che testimonia ancora una volta il profondo legame che unisce le imprese venete al loro territorio”.


Alessandra Boga

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Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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