Spari a Manuel Bortuzzo a Roma, lo sfogo del padre: “A Treviso non sarebbe successo” Il papà del nuotatore denuncia: “A Roma si muore per niente”.

in Cronaca

Il dramma di Manuel Bortuzzo, il nuotatore 19enne trevigiano vittima di una sparatoria fuori da un bar dell’Axa, a Roma, nella notte tra sabato 2 e domenica 3 febbraio. Il signor Franco, padre di Manuel, si è rivolto alle telecamere di “Chi l’ha visto” e ha dichiarato: “Confido che qualche persona che ha visto abbia il coraggio di dire cosa ha visto ed aiutare la polizia nelle indagini per fermare queste due persone che hanno sparato da un motorino all’impazzata colpendo chi non c’entra niente nelle loro vicende”.

“Ho quattro figli – prosegue – tutti e quattro nuotatori. Sono riuscito a portare mio figlio Manuel a fare parte del Centro Olimpico di Roma. Ho sempre cercato di toglierli dalla strada e oggi sono vittima di una cosa che è successa su una strada: una cosa che ha dell’incredibile nel 2019. Per i sacrifici che ho fatto in tutta la mia vita, per tenere sempre i figli lontani dalla strada, l’appello che faccio è: se qualcuno ha coraggio o voglia di dare un segnale, un avviso, per aiutare le autorità giudiziarie a risolvere questo problema, io sarei grato anche perché è impossibile che oggi ancora succedano queste cose”. E ancora: “Mi piace Roma, però qui c’è un problema da risolvere. Non è possibile che si rischi la vita per niente, anche andando a mangiare un semplice panino. Questo è un problema distante anni luce da Treviso, da noi non sarebbe successo”.


Dopo l’intervento a cui è stato sottoposto, il ragazzo si è svegliato, ha riconosciuto la mamma e la sorella, ma le ore di attesa per sapere se riprenderà a camminare, a nuotare, hanno deluso. Il medico dell’Ospedale San Camillo che ha operato Manuel, Alberto Delitala, ha dichiarato: “Nonostante la decompressione del midollo, il midollo non conduce. Abbiamo effettuato uno studio bioelettrico che ha evidenziato una lesione midollare completa. E questo ci porta a dire che con le attuali conoscenze della scienza neurologica non ci possa essere una ripresa del movimento delle gambe”. Manuel rimarrà paralizzato. La prognosi rimane comunque riservata.

Alessandra Boga

inf@almaghrebiya.it


Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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