Venezuela, Guaidò: “L’Italia mi sostenga” “Molti gli italo – venezuelani: il governo italiano ha responsabilità verso di loro”, aggiunge.

in Esteri

Serpeggia un certo sconcerto in Venezuela, per il mancato sostegno dell’Italia a Juan Guidò a differenza di quanto ha fatto il resto della Ue, da ultima la Francia. Il giovane capo del Parlamento venezuelano, che il 23 gennaio scorso, durante un’imponente manifestazione contro Nicolàs Maduro, ha prestato giuramento come presidente ad interim, ha comunque dichiarato in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”:  “Faremo tutto il possibile affinché il governo italiano aggiunga il suo appoggio, per noi importantissimo, al resto dell’Unione Europea”.

Poi, parlando a “Il Giornale”, ha sottolineato: “Ci sono molti italiani italo-venezuelani con un passaporto dell’Italia o il diritto di averlo. Il governo italiano deve tenerlo presente e avere una responsabilità nei loro confronti, ma anche con la causa della libertà e della democrazia che noi difendiamo”.
Guaidò esprime una certa delusione per la posizione del nostro Paese: “Non è facile per noi capire la politica italiana o le difficoltà interne del vostro governo ad assumere certe posizioni”, dice ancora al “Corriere”, ma afferma che forse le stesse “difficoltà” sono condivise dal resto del mondo. Così chiarisce la situazione, spiegando che in Venezuela “negli ultimi quindici anni sono morte a causa della violenza 250.000 persone. Nel nostro Paese c’ è stato un bagno di sangue a causa dell’esplosione della criminalità, alla quale vanno aggiunte le azioni delle forze di repressione di Maduro che hanno commesso innumerevoli violazioni dei diritti umani comprese vere e proprie esecuzioni. Questa è la triste realtà del nostro Paese, sono fatti”.
“Se i governi europei vogliono contribuire a fermare tutto questo – continua Guaidò – devono muoversi in blocco affinché le forze che ancora sostengono Maduro sentano tutto il peso della pressione diplomatica e politica dell’Europa. È molto importante per noi e per il ritorno della democrazia in Venezuela”.
E conclude sottolineando che domenica 3 febbraio si è tenuta una manifestazione in cui “si sono espressi sul palco vicino a me anche i rappresentanti della grande comunità italo-venezuelana. Spero che il governo italiano ascolti con attenzione il loro messaggio”.


Alessandra Boga

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