Il Continente sommerso

in Opinione


di Francesco Biancheri

Tutti noi, soprattutto i meno giovani ,si sono nutriti di quella favoleggiante letteratura di viaggi ed avventure che vedeva nel “ Continente sommerso” il fulcro delle molte narrazioni.


Su questo luogo mitico si continua a spendere fiumi di inchiostro e tante fantasie sono vivamente alimentate tutt’ora, anche se la globalizzazione ci ha fatto perdere molto il fascino dell’esotico.

Ma qui è di un altro “Continente sommerso” di cui desidero argomentare ed attirare le vostre riflessioni.

Chi si è trovato qualche volta sulla vetta di Erice, in Sicilia, un pregevole paese medioevale arroccato su un monte ,sopra Trapani, nei giorni di cielo terso avrà sicuramente provato l’emozione di vedere in lontananza il profilo della costa Africana, l’altra riva del “Mare Nostrum”.

Tra Africa ed Europa il legame è antico, caratterizzato dal male e dal bene, come in tutte le umane vicende.

Le conquiste Romane, la colonizzazione, ma anche il luogo in cui tanta gente generosa si è spesa per migliorare le condizioni di vita e dare una speranza di sviluppo.

E’ cronaca di qualche giorno fa la polemica sulla valuta virtuale , il CFA , con il quale i Francesi regolano i loro rapporti economici con quattordici Paesi, loro ex colonie . E’ una questione antica, che genera una reale ingiustizia di fondo, e che è abbastanza lunga e complessa da spiegare nei suoi aspetti economici e di diritto. La sintetizzo in modo metaforico: Le merci vengono pagate all’esportazione con le “fiches” del gioco dei monopoli, e la materia lavorata, il prodotto finito vendute a valore di Euro, gestendo la transazione con le poche banche Africane ammesse al circuito internazionale dei pagamenti. Spero di essere stato chiaro.

Qualche nostro politico ha lanciato il sasso in questo stagno, provocando l’indignazione dei nostri vicini. Non entro nella polemica politica ne desidero argomentare sulla utilità e modalità di sollevare il problema, che ha tuttavia una sua fondatezza.

Vorrei riprendere alcuni concetti che avevo evidenziato in un mio articolo del dicembre scorso “ il Mediterraneo come opportunità” nel quale consideravo come l’Europa sia indifferente all’Africa ed alle sue possibilità di uno sviluppo che possa generare ricchezza sulla vasta area Euro Africana.

Il fatto di esserci concentrati su un rapporto economico sostanzialmente basato sul retaggio del colonialismo del XIX secolo, di cui il CFA ne è l’espressione , ci ha fatto perdere di vista cosa il Continente Africano può rappresentare per l’Europa, se avessimo il coraggio di varare a vantaggio comune un nuovo “Piano Marshall per l’Africa”, un progetto di sviluppo , valorizzazione e scambio di merci e servizi, oltre che di formazione , che ci potrebbe aiutare anche ad uscire dalla nostra recessione e risolverebbe in maniera seria il problema dei movimenti dei popoli , delle migrazioni. Poiché nessuno migra volentieri in quel modo. La migrazione dignitosa è altra questione.

Ma siccome i vuoti vengono sempre riempiti a vantaggio di qualcuno, mentre noi qui litighiamo sulla bontà o meno del CFA , leggete che succedere oltre il mare, in quelle terre vediamo tratteggiate da Erice.

A settembre 2018 si è svolto il Forum Africa- Cina, di cui poco si è parlato. Si è svolto in perfetto stile cinese, ossia in silenzio mediatico ed in fattività operativa.

In quella sede ,il governo Cinese si è impegnato ad investire 60 miliardi di dollari in Cina, oltre ai precedenti 60 miliardi già investiti nel 2015 .

Questi investimenti saranno utilizzati per costruire infrastrutture, con tecnici e manovalanza rigorosamente Cinese , la cui provenienza è tutta da capire, anche se in tal senso molte sono le “leggende metropolitane” , ma nulla di ciò che non si può provare può essere scritto.

La seconda tranche di investimenti riguarderà il credito agevolato agli Stati, che verrà ripagato con materia dell’industria mineraria, quindi petrolio, materiali rari e pregiati, molti dei quali unici sul continente e strategici per le punte avanzate dell’industria.

Ma non è finita qui, ancora più silenziosa è l’attività di “land grabbing”, vale a dire l’accaparramento di terre coltivabili , da parte del governo Cinese, e ancora più silenziosa la politica di “peacekeeper”, una scusa ineccepibile per installare una forza militare, mascherata da finalità umanitarie.

A onor del vero anche noi nello stesso periodo abbiamo promosso un Forum Italia – Africa, ma dati gli effetti credo che il risultato sia stato utile soltanto al fornitore di catering e al solito gruppo di faccendieri che in quell’area del mondo prosperano da sempre.

Tra qualche anno, l’emigrante che salirà sulle alture di Tunisi, guardando ad Oriente sognando di partire, non vedrà più lontano all’orizzonte l’estremo lembo di Europa, perché l’Europa sarà il “Continente sommerso”, affondato mentre Italici e Galli si azzuffavano sul CFA e l’Invincibile Armata dava battaglia ad una bagnarola di ferro con quarantanove diseredati a bordo, non trovando

Il bandolo della matassa. E’ la notte della ragione.