Luigi Di Maio, la nevrosi dopo il sondaggio: ora il M5s guarda al Pd?

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Cinquestelle sono preoccupati perché continuano a scendere nei sondaggi, mentre la Lega sale sempre di più. Il sorpasso di Salvini su Di Maio alle Europee è dato per scontato dal Movimento, che però è terrorizzato di essere staccato di dieci punti e oltre. Sono gli effetti della prova del governo, dove il vicepremier e i ministri leghisti si stanno dimostrando superiori a quelli grillini. In più adesso i giudici hanno fatto un assist elettorale incredibile al ministro dell’ Interno, indagandolo per abuso di potere per aver fermato l’ immigrazione clandestina. Se a marzo il Senato, con la complicità dei parlamentari grillini, concederà l’ autorizzazione a procedere contro Matteo, il cui consenso è decollato proprio per le sue posizioni sui profughi, l’ Armata Brancaleone di Di Maio rischierebbe una Caporetto nelle urne a maggio. il probabile ribaltamento alle Europee della consistenza delle due forze di governo è dovuto anche al fatto che entrambe dichiarano di voler cambiare l’ Unione europea a guida franco-tedesca. Mentre però il progetto di Salvini è chiaro, può contare su alleati internazionali, parte da lontano e ha una visione definita su economia, immigrazione e sovranità nazionali, quello grillino è una chimera di cui neppure i sacerdoti della setta capiscono nulla, figurarsi gli adepti, effettivi o potenziali. Per ora del programma grillino per le Europee si è visto solo l’ insulso viaggio in auto a Strasburgo di Di Maio e Di Battista, ribattezzati Thelma e Louise, o Minus e Habens, secondo i gusti, seguito su Facebook da poche migliaia di affezionati.

 

Fin qui, tutto noto o quasi. A sorprendere è stato quanto detto dal premier Conte alla sua amica Angela Merkel mercoledì scorso nel vertice di Davos quando pensava di non essere ripreso dalle telecamere. Sotto i riflettori il presidente del Consiglio ha attaccato Francia e Germania, accusandole di volere comandare da sole in Europa escludendo gli altri e ha condannato il patto di Merkel e Macron di brigare per assicurare a Berlino un seggio nel Consiglio di Sicurezza dell’ Onu – che i tedeschi non hanno causa sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e Olocausto -, sottraendolo così all’ Unione europea. Quando però si è trovato a tu per tu con la Cancelliera, al premier devoto di Padre Pio si è aperto il cuore. L’ avvocato del popolo ha confessato alla sua Angela custode, che per M5S dovrebbe essere uno dei nemici del popolo, in quanto simbolo dell’ Europa da abbattere, le difficoltà e le ambasce dei suoi datori di lavoro pentastellati e le ha chiesto una mano per «individuare i temi che ci possono aiutare in campagna elettorale».

 

I PIEDI IN PIU’ SCARPE

La notizia non è da poco perché conferma i sospetti della Lega che l’ alleato grillino tenga i piedi in più scarpe e anche per questo rallenti l’ azione di governo del ministro dell’ Interno. Il partito di Salvini ha un passo superiore e i grillini gli si attaccano alla maglia per frenarlo, segnare il territorio e non perdere elettori. M5S ha impedito il taglio delle tasse, si oppone alla Tav e alle opere pubbliche, tenta di boicottare la legittima difesa, ha imposto vincoli sulle trivelle per estrarre petrolio, ora torna alla carica perfino sugli immigrati. È arduo ormai distinguere Cinquestelle da Liberi e Uguali. Salvini sta ai patti e manda giù perfino il reddito di cittadinanza, anche a costo di scontarlo nei sondaggi nei feudi storici e produttivi del Carroccio, mentre i grillini flirtano con Merkel, De Magistris, Boldrini e soprattutto Zingaretti, il leader in pectore del Pd che vuole rottamare Renzi e i renziani per riportare il partito all’ era comunista pre-D’ Alema.

 

LA PAROLA A MATTARELLA

La maggioranza degli elettori di centrodestra spera che la Lega e le forze che appartenevano alla gloriosa coalizione berlusconiana che ora non c’ è più trionfino nelle elezioni europee, i grillini sprofondino e, dopo, in Italia cominci una nuova partita, magari tornando tutti insieme appassionatamente. Il Viminale però ci crede poco, teme che la probabile disfatta nelle urne mandi nel panico M5S, già terrorizzato come ben spiegato da Conte, e che saranno proprio i grillini a strappare, come mossa della disperazione. La legislatura è all’ inizio e l’ Italia è una Repubblica parlamentare, il che significa che il governo non lo decidono gli elettori, come dimostrano i recenti casi di Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e pure di questo esecutivo, che non si è mai presentato alleato di fronte al popolo per riceverne il via libera a operare.

 

Tutto sta nelle mani di Mattarella, che viene dal Pd e che, anche se cammin facendo ha dovuto arrendersi al fatto che la Lega sia più affidabile e più forza di governo di M5S, non ha mai amato Salvini e i suoi toni. Libero quotidiano. Se il ministro dell’ Interno ingoia bocconi amari su poltrone, tasse, sussidi ai nullafacenti, fatture elettroniche e decreti stupidità è perché è certo che il Quirinale non manderà mai il Paese al voto e teme il peggio, dopo il congresso del Pd: un ribaltone Fico-Zingaretti con conseguente riapertura delle frontiere, super patrimoniale sugli immobili, stop a legittima difesa e sicurezza e salario per tutti, tranne per chi lavora.