Gli USA accusano Huawei di furto e di frode per la violazione delle sanzioni contro l’Iran

in Esteri/Le Brevi

La direttrice finanziaria del colosso delle telecomunicazioni cinese Huaweiè stata arrestata il 1 dicembre scorso a Vancouver, in Canada, mentre a Buenos Aires, poi l’estradizione negli Stati Uniti, per le presunte violazioni del suo gruppo alle sanzioni nei confronti dell’Iran. L’accusa era di avere violato le sanzioni nei confronti dell’Iran e della Corea del Nord, ed era stato preso di mira da un settennale bando di vendita di componenti elettroniche da parte dei suoi fornitori, successivamente ritirato dagli Usa dietro la promessa del pagamento di una multa da un miliardo di dollari e del cambio in toto della classe dirigente. Alle accuse sull’Iran si sommano quelle furto di segreti commerciali: con uno “sforzo concertato” Huawei ha tentato di rubare informazioni da ‘Tappy’, il robot di T-Mobile per i test sugli smartphone. Il ministro della Giustizia ad interim, Matthew Whitaker, ha denunciato che le pratiche di Huawei “vanno avanti da anni” e riguardano anche i vertici della società, mentre il numero uno dell’Fbi, Christopher Wray.  ha dichiarato che le “azioni sfacciate e persistenti” di Huawei ai danni “di società e istituzioni finanziarie americane”. Ma Huawei respinge le accuse affermando di “non aver mai commesso le violazioni citate”.

C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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