COPPA D’ASIA: IN FINALE IL MONDO ARABO TIFERÀ GIAPPONE

in Editoriale

di Souad Sbai

Quattro a zero agli Emirati e finale di Coppa d’Asia raggiunta. Il dato sportivo non ammette contestazioni e complimenti dunque alla nazionale del Qatar. D’altro canto, allargando l’orizzonte allo scenario più ampio all’interno del quale s’inserisce l’incontro che si è svolto ieri ad Abu Dhabi, non è antisportivo o fuori luogo far rilevare come gli animi e i sentimenti della gran parte del mondo arabo – che resta moderata e aspira ai diritti umani, alla pace, alla sconfitta dell’estremismo e del terrorismo – abbiano rivolto il proprio supporto calcistico non certo alla squadra che portava i colori del regime di Doha.

Gli emiri del clan Al Thani continuano a servirsi dello sport come strumento di potere e non di semplice acquisizione di maggiore visibilità sul palcoscenico internazionale, come sarebbe stato comprensibile e legittimo. Il calcio, in particolare – basti pensare ai contestati Mondiali 2022 -, ma in generale tutte le competizioni sportive – lo scorso settembre a Doha hanno avuto luogo i Mondiali di nuoto –  concorrono al conseguimento del medesimo obiettivo: proiettare l’ego di Hamed, Tamim e il resto della famiglia Al Thani sul tetto del mondo, da dove imporre la propria dittatura declinata attraverso l’ideologia fondamentalista della Fratellanza Musulmana.

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