Cara Mineo, 19 persone fermate per mafia, spaccio e violenza sessuale Matteo Salvini: “Lo chiuderemo entro quest’anno”.

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Si torna a parlare del Cara di Mineo, comune in provincia di Catania. La Direzione distrettuale antimafia (Dda) del capoluogo siculo ha emesso un decreto di fermo per 19 cittadini nigeriani ospiti del centro accusati di associazione mafiosa, traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope e violenza sessuale aggravata per agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso. Costituirebbero una cellula di un’organizzazione nigeriana cultista chiamata Vikings.

Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile di Catania, che ha scoperto anche le ramificazioni della stessa organizzazione in altre parti del territorio italiano (mentre la cellula operativa è proprio a Catania e provincia).

Gli inquirenti hanno fatto sapere che essa “imponeva la propria egemonia sul territorio, opponendosi e scontrandosi con gruppi cultisti rivali al fine di assumere e conservare il predominio nell’ambito delle comunità straniere presenti all’interno di quel centro di accoglienza, creando un forte assoggettamento omertoso”. Sono stati intercettati anche rituali da parte dei suoi membri.

Sulla vicenda è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ai microfoni di radio RTL ha detto: “È mia intenzione chiudere il Cara di Mineo entro quest’anno. Più grossi sono i centri più facile è che si infiltrino i delinquenti”. Da mesi persegue questo obiettivo, anche se finora ha soltanto ridotto i posti al centro del 20%.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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