Asia Bibi, il 29 gennaio l’udienza per la revisione del processo

in Esteri

Altra stazione della via Crucis di Asia Bibi. La donna cattolica condannata a morte per blasfemia in Pakistan l’11 novembre 2010 perché avrebbe offeso Maometto e finalmente assolta a fine ottobre 2018, domani, martedì 29 gennaio, saprà se dovrà tornare in carcere o potrà rimanere libera (in realtà tuttora non lo è, dato che a causa delle minacce di matrice islamica è reclusa in una località di sicurezza ad Islamabad, quindi sempre nel suo Paese). L’annuncio arriva dalla Corte Suprema pakistana, la stessa che aveva pronunciato la tanto attesa sentenza di assoluzione da un’accusa nata dal fatto che questa contadina madre di cinque figli, avesse bevuto acqua da un recipiente da cui avevano precedentemente bevuto alcune sue colleghe musulmane. Da lì era nato un diverbio, in cui le musulmane avevano offeso la Madonna e Gesù.

Dopo l’assoluzione di Asia Bibi, orde di integralisti islamici del partito Tehreek-i-Labbaik Pakistan (TIp) avevano messo a ferro e fuoco il Paese, firmato ed inoltrato una petizione per chiedere la revisione del processo: vogliono la condanna definitiva della donna e la sua morte. Anche la sua famiglia e altri cristiani vengono minacciati.      Di contro, in questi anni, ci sono stati anche musulmani che hanno difeso Asia Bibi (il governatore del Punjab Salam Taseer ha perfino perso la vita).

La sua è una situazione sempre più grave poiché in carcere, nella città di Multan, ha subito torture, violenze sessuali e in generale un calvario che l’ha portata soffrire di demenza senile ad appena 48 anni.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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