Justice: la prima serie Netflix prodotta negli Emirati Arabi Uniti

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La serie web di Ahmed Khaled, “Qalb Al-Adalah” o “Justice” come è intitolata in inglese, è la prima serie degli Emirati Arabi Uniti ad essere prodotta da Netflix e viene trasmessa in streaming con i sottotitoli in 20 lingue diverse. La produzione di 18 episodi è stata creata dal candidato all’Oscar Walter Parkes, produttore di “He Named Me Malala”, insieme al produttore vincitore di Emmy Award William Finkelstein, creatore di “LA Law, NYPD Blue”.

La serie si basa su casi reali ed è stato prodotto in collaborazione con il Dipartimento giudiziario di Abu Dhabi, che ha svolto il ruolo di consulente nello spettacolo e ha fornito accesso ai casi reali. La protagonista della serie, Farah, è interpretata dall’attrice Fatima Al-Taei. Armata di una laurea in legge negli Stati Uniti, torna a casa ad Abu Dhabi, ma non le corrisponde il desiderio di suo padre, Hassan (interpretato da Mansoor Al-Feeli), di unirsi al suo studio legale. “Justice” esplora la sottile tensione personale e professionale tra i due, intrecciando abilmente nella trama diversi casi legali, alcuni dei quali piuttosto interessanti. Un’altra prtagonista della serie è Nadine, interpretata dall’attrice libanese Nicole Saba, che trascorre giorni di incubo in carcere e in aula dopo essere stata accusata di aver ucciso suo marito, consente rivelazioni affascinanti, come pure un caso di stupro su minore da parte di un autista di scuolabus e una causa di paternità in cui Farah lancia la religione e le convenzioni legali ai venti quando chiede la riesumazione di un corpo.

Poi vediamo Leila (la sorella minore di Farah, interpretata da Neven Madi) innamorata di un professore sposato. Osserviamo lo sconvolgimento emotivo di Farah dopo che Khaled, un pubblico accusatore interpretato da Mohamed Al-Amiri, dichiara il suo amore per lei. Viaggiamo anche attraverso le lotte di Hassan con le disavventure di sua moglie, Fatima, ritratta da Malak Al-Khalidi.

E poi… Non resta che vederlo su Netflix.

 

C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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