Grecia, donna attende un bebé grazie alla tecnica dei «tre genitori»

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La tecnica degli embrioni «con tre genitori» è stata usata per risolvere un problema di infertilità e ha permesso di avviare una gravidanza che è alla 27esima settimana. Lo ha annunciato la start up spagnola Embryotools che ha ideato e già usato questa tecnica per evitare la trasmissione di una malattia genetica e per curare un problema di fertilità. Per ora parliamo solo di una gravidanza avanzata annunciata con un comunicato stampa della società iberica, bisognerà capire come andrà avanti la gestazione e se il bambino nascerà sano.Il primo bambino con tre genitori

Non è la prima volta che nasce un bebè con «tre genitori» che se le tecniche sono leggermente diverse. Passerà alla storia Abrahim Hassan, di origini giordane, nato in Messico (dove non ci sono regole) nel 2016 con un dna risultato del mix del patrimonio genetico di tre persone grazie al lavoro di un team statunitense guidato da John Zhang del New Hope Fertility Center a New York. L’annuncio fu però dato al mondo cinque mesi dopo la nascita, per assicurarsi che il piccolo fosse davvero in buona salute. In pratica Abrahim ha il dna della madre, quello del padre e un pezzo del codice genetico di una donatrice (che non influisce sul suo aspetto fisico). La tecnica, e vale in generale, è stata concepita per evitare la nascita di bambini con gravi malattie ereditarie. L’obiettivo, nel caso specifico, era impedire che il neonato ereditasse la malattia della madre, la sindrome di Leigh, malattia che già aveva causato la morte di due figli della coppia

 

 

Lo studio greco

La donna greca in gravidanza, spiega il comunicato, è la prima arruolata in un vero e proprio test clinico approvato e condotto in Grecia. L’obiettivo è stabilire se il «Maternal Spindle Transfer» (MST), che consiste nell’estrarre il nucleo di un ovulo della paziente per trasferirlo in un ovulo di una donatrice sana, può aumentare le chance di gravidanza in alcuni casi di infertilità. La futura mamma greca ha 32 anni ed è stata già operata due volte per endometriosi, oltre ad aver fatto quattro cicli di fecondazione assistita che però non hanno dato esito positivo. Nello studio sono state arruolate altre 24 donne e sono pronti otto embrioni realizzati con la Mst, che saranno impiantati dopo aver verificato l’esito della prima. «Questa è una tecnica che è ancora in corso di validazione – spiega Gloria Calderon, cofondatrice della start up – vogliamo procedere con la massima prudenza».

 

Gran Bretagna pioniera

Una metodica simile al momento è stata approvata solo nel Regno Unito che è apripista per queste tecniche a livello mondiale che permettono a donne portatrici di malattie mitocondriali gravi la possibilità di avere bambini senza trasmettere loro queste patologie devastanti. Il premier conservatore David Cameron aveva dichiarato il suo sostegno all’introduzione di questa tecnica. Corriere. Nella sua scelta aveva influito sicuramente la sua esperienza personale: il figlio Ivan è morto nel 2009, all’età di 6 anni, per una rara forma di epilessia.