Libia, sequestro e omicidio di due tecnici italiani Bonatti: condannati i manager della ditta Salvatore Failla e Fausto Piano furono uccisi, il 2 marzo del 2016 durante un conflitto a fuoco.

in Cronaca

La condanna, a seguito di un processo con rito abbreviato, è stata emessa a Roma. Quattro tecnici della ditta Bonatti di Parma furono rapiti in Libia, a Sabrata, il 20 luglio 2015 e due di loro, Failla, 48 anni, di Carlentini (Siracusa), e Piano, 60, di Capoterra (Cagliari), furono uccisi il 2 marzo dell’anno successivo nel corso di un conflitto a fuoco.

Per quanto avvenne, il gup Maria Paola Tomaselli ha condannato a 1 anno e 10 mesi pena sospesa il presidente della società, Paolo Ghirelli, i due membri del consiglio di amministrazione Dino Martinazzoli e Paolo Cardano e l’ex responsabile dell’azienda per la Libia, Dennis Morson. Rinviato a giudizio Giovanni Do Vincenzo, altro membro del cda. L’accusa per tutti era di “cooperazione colposa nel delitto doloso”. La società dovrà sborsare 150mila euro.


Per il sequestro dei nostri quattro connazionali in Libia, sono stati arrestati lo scorso marzo nel Paese nordafricano tre uomini affiliati dell’Isis, che hanno confessato.  I loro nomi sono Youssef Aldauody, l’autista che guidava il mezzo su cui viaggiavano Failla e Piano quando sono stati rapiti, e Ahmed Dhawadi e Ahmad Elsharo. I tre, già in carcere per altri reati, sono accusati di sequestro di persona con finalità di terrorismo aggravato dalla morte di due ostaggi. Gli altri due, Gino Pollicardo, 55 anni, di Monterosso (La Spezia), e Filippo Calcagno, 65, di Piazza Armerina (Enna), riuscirono a liberarsi e a fuggire.

Confessando il crimine, i tre terroristi hanno rivelato che il sequestro dei quattro tecnici italiani aveva lo scopo di chiedere denaro per finanziare l’organizzazione terroristica.

Alessandra Boga

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