Yemen: fallisce la missione dell’inviato ONU Griffith perché gli Houthi rifiutano di ritirarsi da Hodeidah

in Esteri/Le Brevi

Nello Yemen fallisce la missione dell’inviato ONU Griffith a causa delle milizie ribelli gli Houthi (finanziate dall’Iran) che rifiutano di ritirarsi da Hodeidah, città portuale estremante importante per l’arrivo delgli aiuti umanitari e porto fondamentale per l’economia nazionale. Mentre il governo yemenita conferma l’impegno a rispettare l’accordo per il cessate il fuoco raggiunto in Svezia i ribelli Houthi continuano la guerra pagata ad alto prezzo dai civili.  L’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen Martin Griffiths, dopo due giorni di sforzi per convincere gli Houthi a ritirare le sue milizie da Hodeidah, non ha raggiunto nessun risultato e domenica scorsa prima ha lasciato il paese. Griffith, che un mese fa stava in Svezia ad occuparsi delle trattative e a cercare  un’eventuale soluzione al conflitto, è tornato sabato in Yemen con un piano per accelerare le misure concordate tra il governo e la milizia Houthi sostenuta dall’Iran. Il fattore chiave è la ridistribuzione delle forze rivali di Hodeidah, la città portuale del Mar Rosso cruciale per gli aiuti e le importazioni alimentari. Mohammed Ali al-Houthi, capo del Comitato Rivoluzionario Superiore Rivoluzionario, ha dichiarato all’AFP che i colloqui sull’economia del paese devastata dalla guerra “potrebbero aver luogo ad Amman … di cui ho discusso con l’inviato dell’Onu”.

Da parte sua, il presidente yemenita Abed Rabbo Mansour Hadi ha sottolineato la necessità del ritiro degli Houthi dai porti e dalla città di Hodeidah, secondo il piano preparato dal capo del comitato di sorveglianza delle tregue, il generale olandese in pensione Patrick Cammaert, e ha accusato le milizie di procrastinare nell’attuazione dell’accordo di Stoccolma.

S.H.D. e C.P.

Ultime da Esteri

Vai a Inizio pagina