Cyntoia Brown

USA, giovane che ha ucciso l’uomo che l’aveva costretta a prostituirsi ottiene clemenza Per Cynthoia Brown, oggi 30enne, si erano mobilitate anche molte celebrità.

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Cynthoia, quando aveva 16 anni, nel 2004, ha ucciso a colpi di pistola un uomo di nome Bill Johnny Mitchell Allen, detto “taglia – gola”, 43, il quale l’aveva costretta a prostituirsi e voleva stuprarla per l’ennesima volta. Cynthoia, che era scappata da casa per essere già stata vittima di violenze, era stanca di subire, così ha freddato Allen a colpi di pistola. Due anni più tardi, benché tra l’altro fosse minorenne quando aveva commesso l’omicidio, la ragazza venne condannata all’ergastolo. Ora però, ha ottenuto clemenza: il governatore del Tennessee, Bill Hesham, ha deciso per la sua scarcerazione, anche se Cyntoia, dal prossimo 7 agosto, sarà in libertà vigilata per 10 anni. Inoltre dovrà partecipare ad incontri di recupero, fare almeno 50 ore di lavori socialmente utili e naturalmente trovare un impiego.

Per lei si erano mobilitate anche diverse star del mondo dello spettacolo, dello sport e della musica americana con l’hashtag #FreeCyntoiaBrown. Una delle prime ad attivarsi, era stata Rihanna, che tra l’altro ha conosciuto sulla sua pelle la violenza da parte di certi uomini: nel 2009 la cantante aveva denunciato (lasciando poi cadere le accuse e ritirando la denuncia) l’allora fidanzato, il rapper Chris Brown, dopo aver pubblicato sui social la foto del proprio volto tumefatto in seguito alle botte da parte di lui. Sempre sui social, Rihanna aveva condiviso la storia di Cynthoia, usando proprio le parole di quest’ultima: “Immagina di essere stata costretta alla prostituzione a 16 anni da un pappone soprannominato ‘taglia-gola’. Dopo giorni in cui sei stata ripetutamente drogata e stuprata da uomini diversi, vieni acquistata da un predatore sessuale di bambini che ti porta a casa sua per usarti per il sesso. Finisce che trovi abbastanza coraggio per lottare, gli spari e lo uccidi. Vieni arrestata e conseguentemente processata e condannata come un’adulta a passare tutta la vita in prigione. Questa è la storia di Cyntoia Brown. Potrà chiedere la libertà condizionale quando avrà 69 anni”.

La vicenda aveva commosso anche Kim Kardashian (che ha espresso la sua gioia su Twitter per l’esito della vicenda), il campione di basket LeBron James e la modella Cara Delevingne.

“Cyntoia Brown ha commesso, per sua stessa ammissione, un crimine orribile all’età di 16 anni – ha spiegato il governatore Haslam – Ma imporre l’ergastolo ad una minorenne, che la terrebbe in carcere almeno 51 anni prima di poter chiedere la condizionale, è una pena troppo dura, specialmente alla luce degli straordinari passi che lei ha preso per ricostruire la sua vita. La trasformazione deve essere accompagnata dalla speranza”, ha concluso il governatore. “Farò tutto il possibile per giustificare la sua fiducia in me”, è stato il ringraziamento di Cynthoia, che oggi vorrebbe dedicarsi ai giovani in difficoltà, proprio perché sa bene cosa significhi.

In questi anni il suo recupero è già iniziato, come accennato sopra: la ragazza si è diplomata e laureata. In tutto questo tempo i suoi legali hanno chiesto invano la revisione del processo e finalmente l’hanno ottenuta anche grazie a personaggi famosi. Nelle loro arringhe gli avvocati hanno ricordato come Cynthoia ne abbia passate veramente tante: a meno di 2 anni è stata tolta alla madre alcolizzata, per poi fuggire dalla famiglia affidataria quando lei era solo alle elementari fino ad arrivare appunto ad essere costretta a prostituirsi. La sua storia è stata oggetto, nel 2011, di un documentario del regista Daniel Birman intitolato Facing Life: Cyntoia’s Story. La ragazza raccontava personalmente tutto ciò che aveva subito e che l’aveva portata ad un gesto estremo.

Alessandra Boga

info@almaghrebiya.it

Sono nata a Magenta (MI) il 26/08/1980 e vivo a Meda, in provincia di Monza e Brianza. Dopo la Maturità Classica, mi sono laureata in Scienze dell’Educazione (2004) con una tesi in Pedagogia Interculturale intitolata “Donna e Islam: la questione del velo”. Ho scritto due racconti sui diritti delle donne, uno sulle arabe e musulmane intitolato “Dopo la Notte” (Ed. Filo, 2009) e l’altro incentrato sulla figura di Olympe de Gouges, autrice della “Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina” (1791, epoca della Rivoluzione Francese). Dopo la laurea ho scritto su molti giornali online ed alcuni cartacei.

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