Siamo tutti fratelli. Anche i Fratelli Musulmani?

in Editoriale

di Souad Sbai

“Siamo tutti fratelli”, ha affermato Papa Francesco nel corso della benedizione natalizia Urbi et Orbi. Anche i terroristi jihadisti? Tutti costoro rientrano, direttamente o indirettamente, sotto un’altra Fratellanza, la Fratellanza Musulmana. È quello il problema che va affrontato se vogliamo pace e vera fratellanza.

“Siamo tutti fratelli”, ha affermato Papa Francesco nel corso della benedizione natalizia Urbi et Orbi, “fratelli in umanità”. Il Pontefice si riferiva in particolare alla questione migranti e all’accoglienza di persone di diversa etnia, cultura e religione. Le sue parole, tuttavia, hanno una valenza più ampia e possono essere applicate ad altri ambiti, incluso l’estremismo. In un primo momento, ammetto di aver provato una forte sensazione di disagio nel sentirmi “sorella” dei terroristi jihadisti, che compiono stragi e tagliano teste, per giunta e impropriamente in nome di Dio.

Costoro sono fuoriusciti dalla famiglia umana oppure ne sono la componente malvagia che vuole sottomettere quella buona, che ama l’amore, la vita, i diritti umani, la democrazia e la libertà, inclusa quella religiosa. Distinguere tra bene e male è dunque d’obbligo, affinché i predicatori dell’odio e della morte, dell’annientamento della dignità delle donne, del fanatismo e dell’intolleranza non prevalgano sui fratelli e le sorelle che vogliono la pace (per tutti), facendo proseliti e distruggendo così la famiglia umana. Il riferimento alla Fratellanza Musulmana e a quei paesi che ne sostengono i progetti di conquista – Qatar e Turchia – non è certamente casuale.

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