Salvini-Di Maio, braccio di ferro sui migranti: «Decido io», «No, il governo intero»

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’Italia non è Salvinia” dicono quelli della Ong Sea Eye. Fate quello che volete, ma per chi non rispetta le leggi i porti italiani sono e rimarranno chiusi». È il caso della Sea-Watch 3 – la nave con 32 migranti a bordo da 17 giorni al largo di Malta – ad aprire l’ennesimo nuovo fronte di scontro tra Matteo Salvini e le organizzazioni non governative impegnate nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Ma la tensione stavolta si è estesa anche all’interno dell’esecutivo e, insieme alla protesta dei sindaci contro il dl sicurezza, sta mettendo a dura prova la tenuta della maggioranza. Poche ore più tardi è giunta infatti la replica di Di Maio: «Questa decisione la prende il governo intero», ha detto, prima di ribadire quanto riferito nell’intervista al Corriere: «Io dico solo che, se serve, donne e bambini si fanno sbarcare, perché Malta e Unione Europea non hanno pietà nemmeno di donne e bambini».Il braccio di ferro

Il braccio di ferro è direttamente con l’altro vicepremier,Luigi Di Maio, che ha annunciato la disponibilità a far sbarcare almeno donne e bambini. «Sui migranti decido io» ha subito ribattuto il ministro dell’Interno, rivolto anche alla Chiesa. «Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. Corriere. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io», aveva detto in una intervista al Messaggero.