Souad Sbai: “Il cittadino svizzero coinvolto nell’omicidio delle due turiste scandinave in Marocco era solito frequentare l’Italia, dove ha sempre trovato libertà di movimento” Italia hub prezioso per i personaggi legati alla Fratellanza Musulmana

in Le Brevi/Opinione

I servizi di sicurezza marocchini (Bcij) hanno annunciato di aver arrestato oggi a Marrakech un cittadino svizzero residente in Marocco per il suo presunto legame con alcuni sospettati del recente assassinio di Louisa Jesperen e Maren Ueland, le due giovani escursioniste scandinave nel sud del Paese. Nella nota leggiamo che l’uomo, “intriso di ideologia estremista” possiede anche la nazionalità spagnola ed è “sospettato di aver insegnato ad alcune delle persone coinvolte nella vicenda gli strumenti di comunicazione derivanti dalle nuove tecnologie e di averle addestrate a sparare”. Legato ad estremisti francesi e italiani, ha anche compiuto vari viaggi per fare fare proselitismo nel Nord Italia, tra Varese, Bergamo, Milano, Bologna. A fornirci questi altri dettagli è Souad Sbai, giornalista e presidente del Centro Alti Studi Averroè, nonché sempre ben informata di fatti legati al terrorismo di matrice islamica che i più non conoscono “Terroristi vicino legati all’Isis sono anche legati all’estremismo dei Fratelli musulmani presenti nel Nord Italia. Il Nostro Paese non è stato attaccato, non perché noi italiani siamo più buoni, ma perché questi individui legati mani e piedi alla fratellanza Musulmana sono liberi di muoversi dove vogliono sul nostro territori, muoversi in maniera libera e gestire le tante moschee fai da te presenti sul territorio nazionale in particolare nel nord. Occorrono misure molto forti contro questi personaggi, in particolare contro quegli imam che hanno deviato ogni pensiero e ogni azione di integrazione. In Italia non c’è stata integrazione e ne vedremo delle belle… Anzi, delle brutte”, dichiara Souad Sbai  che mai ha sbagliato una previsione sul fenomeno del terrorismo e che vuole ricordare la  triste piaga che affligge l’Italia da anni: “Dietro alcune associazioni islamiche c’è la Fratellanza Musulmana, una parte della quale è criminale e legata al terrorismo islamista. Il loro progetto è conquistare l’Occidente. Pensiamo alla situazione delle bambine” -aggiunge la scrittrice e già parlamentare-“Il 60% delle bambine magrebine di religione islamica, purtroppo, non va a scuola: poi ci si stupisce delle donne di seconda generazione che vogliono compiere attentati, come il caso della 22enne di Milano espulsa per terrorismo. Le commissioni parlamentari dovrebbero occuparsi di questo. Chi ha deciso di vivere in Italia deve seguire le regole. Chi non ha intenzione di integrarsi, prenda un aereo e vada in un altro paese. Se non poniamo dei limiti ora, domani i nostri figli vivranno in una situazione ingestibile e saranno schiavi di questa gente. E io non voglio che ai miei figli succeda questo”.

S.H.D. e C.P.

Sono nato nel 1980, ho scritto per L'Occidentale, L'Opinione, altre testate e ho lavorato per la Commissione Affari esteri del nostro Parlamento. Collaboro con Almaghrebiya da un po' di tempo occupandomi principalmente di argomenti afferenti la politica estera, soprattutto mediorientale.

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