IL PARLAMENTO BOCCIA LA MANOVRA CHE IL PARLAMENTO APPROVERÀ

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Vicolo Corto o Vicolo Stretto, mai il Parco della Vittoria al Grande Monopoli del governo del cambiamento.

 

Ne andasse bene una. Ora a rompere le scatole ai poveri Conte e Tria per la “loro” manovra economica in salsa europea ci si sono messi pure i membri dell’ufficio parlamentare di bilancio, le cui mazzate ieri si sono ascoltate ovunque.


 

Aumenta la pressione fiscale – e non parliamo della tassazione locale – diminuiscono gli investimenti. E tutto il resto che già ci ha rattristato. Poi dice che arriva la recessione.

 

Presidente Conte, non è meglio rifugiarsi un paio di settimane nell’esercizio provvisorio di bilancio, così rimettete un po’ a posto i conti? Puoi spiegare a Di Maio che se il reddito di cittadinanza parte più in la’ forse riuscirete a garantirlo, che tanto le pensioni di Salvini non pare creino grande spesa, anzi…

 

Peccato che le parole messe nero su bianco ieri voleranno al vento per troppa presunzione. Un organo tecnico indipendente di nomina parlamentare boccia la manovra che il Parlamento approverà. Sembra un manicomio.

 

Eppure, quando il 4 marzo andammo al seggio a votare Lega al Senato e Fdi alla Camera lo facemmo con convinzione, se non altro per quella promessa meravigliosa della Flat tax al 15 per cento. Scopriamo che invece la pressione fiscale salirà dal 42 al 42,4 (42,4 e non 42,04…) il prossimo anno e si impennerà ancora di più nell’intero triennio.

 

Vabbè, ci promisero anche la pace fiscale e poi leggiamo che si ferma ad una soglia che la renderà inefficace.

 

Per tutta la campagna elettorale avevamo predicato e spergiurato (ma in buona fede) che sarebbe arrivata una politica di sviluppo: leggiamo che ci saranno meno investimenti e ci beccheremo l’IVA più alta. Sarà recessione.

 

Votammo per dire basta ai vincoli europei e poi ce li siamo dovuti ingoiare ancora grazie a Juncker e Moscovici, in una trattativa che ci ha umiliati in maniera insopportabile.

 

Finalmente inchioderemo la sinistra alle sue responsabilità – dicevamo nei dibattiti – e ora ci tocca vederla gongolare quasi a pretendere di volerci far dimenticare chi è che ha governato questo Paese negli ultimi anni. Pare che ci sia una stolta gara a resuscitare il Pd.

 

Poi, ci capita pure di dover sentire le prediche di chi pensa che tutto sia legato a pregiudizi maturati chissà perché. Se Salvini lo abbiamo votato, era proprio perché pregiudizi non c’erano. E se lo abbiamo votato con Giorgia Meloni e non con i grillini, potremo pure ora rivendicare la scelta di una coalizione che almeno un briciolo di coerenza era in grado di garantirla.

 

Un pasticcio dopo l’altro non ce lo saremmo mai aspettato, e per fortuna almeno le politiche sulla sicurezza non ci hanno ancora fatto pentire del consenso al leader della Lega.

 

Ma sull’economia siamo a notte fonda e l’Italia rischia di farsi malissimo.

 

È l’ora di correggere rapidamente la rotta perché si va a sbattere. Ed è inutile la promessa di sussidi trasformati in reddito di cittadinanza: se andiamo avanti così, di poveri ce ne saranno molti milioni in più.

 

Perché con la tassazione che cresce, la gente non campa più.

 

Perché senza investimenti l’Italia va a carte quarantotto.

 

Perché senza ripresa economica ai nostri figli non resterà nulla.

 

Francesco Storace

https://www.francescostorace.eu/il-parlamento-boccia-la-manovra-che-il-parlamento-approvera/